TOMMY HILFIGER

SOCIAL RESPONSIBILITY

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Due scatti dell’attuale campagna a/i di Valentino

La cronaca li scova quotidianamente e li rivela. Decine e decine di laboratori clandestini dove lavorano bambini, immigrati che vi mangiano e dormono pagati come schiavi. E poi opifici derelitti, crolli, intossicazioni, morti sul lavoro. Non solo all’estero ma anche in Italia o nel cuore dell’Europa. Il tutto non per produrre solo falsi ma anche rinomate griffe. Che regolarmente davanti a questi bollettini di guerra, emettono comunicati, prendono le distanze, protestano in un balletto ipocrita che racconta come uno dei principali problemi che la moda, non solo in campo etico, si trova ad affrontare è quello dei terzisti. Vale a dire il lavoro delle fabbriche delocalizzate cui commissionano gli ordini.

Molti marchi, per correre ai ripari, stanno introducendo nella mission aziendale anche elementi di comportamento etico con cui intendono vincolare anche i loro committenti. Ecco allora un colosso come Tommy Hilfiger introdurre fra le note aziendali anche l’elemento della “social responsibility”, la responsabilità sociale intesa non tanto in senso legale ma in senso morale. Un concetto che impone nel posto di lavoro rispetto per i diritti sociali e umani intesi nel senso più ampio del termine: niente sfruttamento umano, niente lavori forzati, niente cottimo, divieto assoluto di utilizzare manodopera infantile.

In Italia, paese che si sta lentamente risvegliando dalla sua inerzia in materia, spiccano le iniziative di Valentino, che si è dotato per statuto di un codice etico che permea tutti gli aspetti della vita aziendale, si schiera contro il lavoro schiavistico e definisce in maniera esaustiva il comportamento aziendale in merito alla gestione dei rifiuti e delle acque di reflusso. Un codice che vincola anche i fornitori a tenere comportamenti morali, proprio per evitare che l’azienda possa finire coinvolta in casi di malaffare e di comportamenti non limpidi. Una particolare attenzione nello statuto societario è dedicata alla deforestazione dell’Amazonia. Così tutto il pellame usato dalla holding è scelto fra quelli che non derivano da allevamenti nati dalla distruzione di quell’ambiente, così come è stata bandita dalla fabbricazione qualsiasi fibra nata dallo stesso procedimento. Luisa Ciuni

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SCHEMA LIBERO CITAZIONI


Reasonably evident references, in fashion as in films, are represented as cameos. As the female heavily-bistred eye in Magnifica Presenza by Ferzan Ozpetek and the one in Profondo Rosso, directed by Dario Argento almost forty years ago, which originally belonged to Clara Calamai. As when John Travolta has been recording a crime scene by accident in Blow Up by Brian De Palma, (1981) and David Hammings has captured  the murder scene by chance, wile he was taking  pictures in Blow Up by Michelangelo Antonioni (1966) . It happened as well in the 1971 movie “Gatto a nove code“also by Dario Argento. Regarding fashion, I have been leafing through the pages of the Stone Island Archive ‘982-‘012, and the piece that got me more excited it’s a bright colored, camouflage coat which bring us back to a wonderful Yohji Yamamoto collection from 2006. Brilliant references.

SPRING/SUMMER 2013: The Main Trends 2

Colori vivaci e pattern geometrici: sorprendono le proposte della moda uomo per la prossima stagione estiva, grazie ad un mix di toni accesi per l’abbigliamento ma anche per gli accessori. Grande ricerca sui tessuti, ultraleggeri con tagli laser per quelli tecnici e sovrapposizioni di intrecci per la maglieria, da indossare anche a pelle.

SALVATORE FERRAGAMO

ICEBERG

TOMMY HILFIGER

KENZO

PAUL SMITH

VERSACE

KITON

DIRK BIKKEMBERGS

CLARKS

TRUSSARDI JEANS

ETRO

SCHEMA LIBERO ANTE OZPETEK

Franco Brusati (1922-1993) has been one of the first italian film directors treating homosexuality as an open matter. He was the directon and screenwriter the 1978 movie “To forget Venice”, which it’s just been restored and released uncut.(At that time a few full-frontal scenes have been censured). The movie is about this two gay couples (Mariangela Melato/Eleonora Giorgi – Erland Josephson/David Pontremoli) in the Veneto countryside. The story developes between past and present and the main character it’s the ex lirical singer Marta ( Ella Petri). The movie won a David di Donatello Award and it reaches some points of pure narrative poetry especially towards the end, it is a dated movie, but still very interesting and quite elegant, with that country chic styling.

SCHEMA LIBERO IL PIU’ BELLO