valentino

PARIS FASHION WEEK SS14 – VALENTINO, MIYAKE, VUITTON

VALENTINO

La collezione fa un ulteriore passo in avanti: il brand dimostra di saper evolvere. Vengono sviluppate e aggiornate le idee che hanno avuto successo nelle scorse edizioni, come il camouflage e gli inserti di pelle cuciti insieme alle stoffe di camicie, giacche e pantaloni. La parte in denim e in cotone chambray in blu è essenziale e pulita, ma non minimale.

ISSEY MIYAKE

Il giovane designer Yusuke Takahashi ha realizzato la sua prima collezione basandosi principalmente  sul colore – con una dominanza del blu – e sulle stampe. Se immaginiamo uno styling che scomponga  i total look proposti nella sfilata e che accosti  i pezzi più “forti” a capi più basici, la sua bellezza avrà ancora più risalto.

LOUIS VUITTON

Vuitton prosegue nel suo percorso super fashion. Spiccano le field-jacket con gli stemmi american style, le  stampe bandana disegnate su caftani fatti con tessuti ariosi e le giacche e gli abiti con disegno macro/micro checks: saranno tra i must-have piu desiderati tra i fashionisti. Un’altra collezione iconica che lascerà il segno nella storia della moda maschile moderna.

SETTE MAGAZINE EN VOGUE GIOCO DI CONTRASTI PER L’INVERNO CHE SARÁ

Black leather has been relegated for many years in “gone by” trends’ oblivion. In Minimalist period – from ’90 to ’00- there was a great success of those long dark coats that, incidentally, I’ve never liked. It was also the era of DSquared’s total black leather, while Paul Smith used it just for the five-pocket pants but combined them cleverly with fabric clothes, celebrating a not-fetish-related street style. To date, Chiuri and Piccioli (Maison Valentino), created a collection for next fall/winter season based on fusion of (black) leather and wool: leather inserts stiffen both wearability and silhouette but express a new concept of male fashion, that places their show between those forward-looking. Soon on Style magazine will be published a shooting I realized with Giovanni Gastel, in which I remarked the trend and the return of black leather, with a styling that mixes it with clothes made with very classic fabric and revisited traditional patterns. If wearing the polished napa leather waistcoat under a glencheck blazer seems too daring, simply try to wear the perfecto with a pair of pinstriped wool trousers. In this picture a detail of Valentino’s leather and wool coat with – under- a leather jacket by Costume National Homme.

SETTE MAGAZINE EN VOGUE QUANDO LO SCATTO D’AUTORE ERA SOGNO

When fine art photography made us dream.

Objective beauty exists and is the antidote against the confusion reigning over fashion  photography-related standards. The quality of fashion photography does not depend on good taste in clothing, as we may not like a dress but when the picture it’s good its value will last through the years. Otherwise I can’t explain why older photographers are still role models and why social networks keep on suggesting old pictures as symbols of beauty and prestige. Today fashion photography is going in a different direction, it became more important to shoot the best selling pieces and the styling has lost its importance. Companies just want to see their starched clothes without a soul, there’s also a lack of technique: we are far too easily satisfied, we dream less and fashion gradually looses its status because all campaigns in the end look almost the same. If you take a look at the picture in the middle by Paolo Roversi(a 20 years old Valentino ad campaign), you’ll see how he managed to create intensity and a three dimensional effect “just” using the right light. The model David Boal, the velvet maxi coat and a striking styling did the rest. We still have lots of beautiful clothes and men but photographers like him, not so many. Valentino ad campaign from 1993: picture by Paolo Roversi.

FASHION WEEK MILANO – LONDRA – PARIGI: LA SELEZIONE INEDITA E ANTI CONVENZIONALE DI FEDERICO POLETTI PER THE MEN ISSUE

Alexander McQueen

 

Il tour de style (e anche un po’ tour de force) della moda procede secondo tappe ben definite: s’inizia da New York, poi Londra per passare a Milano e last but not least Parigi, dove è appena finita ieri la fashion week forse più intensa per numero di sfilate, presentazioni e fiere. Ogni città mostra un DNA stilistico, offrendo indicazioni su come vestiranno le donne per la prossima stagione.

Partendo da Londra, da sempre riconosciuta per una creatività più eccentrica e sperimentale, oggi la moda sembra aver preso una direzione più “commerciale”. Il rischio è percorrere una via di mezzo che potrebbe lasciare molti un po’ indifferenti o almeno perplessi. E’ un dato di fatto: Londra è oggi la capitale, dove molti firma vogliono essere presenti. Tra le griffe italiane Moschino Cheap&Chic ha sfilato con una collezione all’insegna del rosa e del rock’n roll. Abiti ironici, come le pellicce oversize e i maglioni con punto interrogativo, ma soprattutto gli accessori sempre scanzonati che sono in perfetto London Style. Londra ha fatto crescere la propria scuderia di giovani ed è oggi più combattiva che mai. Christopher Kane ha esordito con uno show di 60 look con i temi più differenti, dal camouflage al grafico, passando per il motivo floreale, uno zelo stilistico che segna il suo esordio con il gruppo PPR. Nel perseverare col tema stampe, tratto che caratterizza la scena inglese, il duo Peter Pilotto ha sviluppato motivi caleidoscopici utilizzando tecniche 3D, che rendono abiti e capispalla immediatamente riconoscibili.Sulla strada del “think print”, è da sempre il lavoro di Mary Katranzou, stilista greca con base a Londra, che colpisce sempre per magia e forza espressiva. Famosa per il modo in cui tratta disegni e stampe, per questa stagione la designer si è dedicata ai paesaggi dai toni scuri e con pochi colori. La Katranzou si è ispirata ai lavori fotografici di Edward Steichen e Alfred Stieglitz, sviluppando una poeticaimpressionista in bianco/nero senza trascurare la ricerca disilhouette e volumi inediti. Tra le sorprese della London Fashion Week Tom Ford ha sfilato per la prima volta spiazzando gli astanti con un mix di stili e ispirazioni che hanno lasciato tutti un po’ perplessi (il confine con kitsch è davvero vicino, quasi impalpabile). Una Londra in grande spolvero, ma poco underground, oggi più vicina a Milano di quanto si potesse immaginare un tempo.

Così nel passaggio a Milano – oltre ai numi tutelari che diffondono l’atteso e sacro verbo dello stile, come Prada, Dolce&Gabbana, Gucci e Armani – la parola d’ordine sembra essere stata: spazio ai giovani. Mai come in questa fashion week milanese i nuovi talenti sono stati protagonisti: da SUPER nuova fiera organizzata da Pitti Immagine e Fiera Milano a White con la mostra-omaggio al colore blu di Renato Balestra, fino alle passerelle.  Andrea Incontri ha presentato una collezione che evoca una femminilità delicata e dal sapore retrò: tubini morbidi e mai costrittivi, gonne svasate, pantaloni ampi e abiti lunghi dalla scollatura a V. Fantasie floreali effetto tappezzeria sfoggiano colori polverosi memori di un passato da ricordare. Abiti pensati per una donna passionale e dalla personalità intrigante. Sempre ricercata per il mix di materiali e lavorazioni è stata la collezione di Gabriele Colangelo, che si è ispirato all’artista Laurent Segretier e alle mille possibilità espressive del pixel. Tra i giovani promettenti e al centro dei riflettori milanesi è Fausto Puglisi, che oltre alla propria label, ha debuttato anche a Parigi come direttore creativo di Emanuel Ungaro.  La sua moda gioca sulla contrapposizione di forme e di stilemi noti, una certa ridondanza decorativa sempre riconoscibile. Un mix and match audace: le righe rugby del pull di lana si mixano al panno a stampa tartan arricchito da ricami di pietre, l’abito lungo con profondi spacchi laterali si abbina alla pelliccia e ai leggings stampati. … Continua a leggere →

PARIS FASHION WEEK – DAY ONE

ISSEY MIYAKE
Silver, gold e tessuti inediti. Sportiva con zone di “classico”. Una moda fuori dal coro, con l’impronta (forte) segnata dal ritorno di Miyake in persona (già alla seconda stagione) a capo del team creativo.

LOUIS VUITTON
La collezione ribadisce un concetto di lusso trasversale, che piace non solo ai modaioli. I paletot e i blouson con il cappuccio e il collo in pelliccia sono già un must-have.

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