valentino

IO DONNA SCHEMA LIBERO ROMA, IL SET ETERNO

10-MODA-R-schema-libero_Storia8

The eternal set. It’s one of the iconic architectures of the capital. The Palace of Italian Civilization, in the Eur, restored by Fendi and headquarter of the maison from October 2015, includes also a space for exhibitions and public events. This is one of the many international sociocultural procedures about communication between fashion, architecture, art. The building was designed between 1936 and 1937, and finished in 1940, for the Universal Exposition that never took place. From the “peplum” to The Last Kiss by Muccino, the building and its surroundings have been the set for hundreds of movies. About the picture I chose, the great book Eur, si gira, by Laura Delli Colli, says: “For the fellinian episode “The temptation of Dr Antonio” in Boccaccio ’70, the filmmaker imagined a busty Ekberg on the advertising billboard “Drink more milk”. It had to be only a picture, but during the making of the movie, Fellini changed his mind and wanted Anita in the flesh”.

SETTE MAGAZINE EN VOGUE RICONFERMATI I FIORI, TORNANO GLI ANNI 50

0390_001

Flowers and Fifties are back. The trend … Continua a leggere →

SOCIAL RESPONSIBILITY

Schermata 2015-12-10 a 16.34.23

Due scatti dell’attuale campagna a/i di Valentino

La cronaca li scova quotidianamente e li rivela. Decine e decine di laboratori clandestini dove lavorano bambini, immigrati che vi mangiano e dormono pagati come schiavi. E poi opifici derelitti, crolli, intossicazioni, morti sul lavoro. Non solo all’estero ma anche in Italia o nel cuore dell’Europa. Il tutto non per produrre solo falsi ma anche rinomate griffe. Che regolarmente davanti a questi bollettini di guerra, emettono comunicati, prendono le distanze, protestano in un balletto ipocrita che racconta come uno dei principali problemi che la moda, non solo in campo etico, si trova ad affrontare è quello dei terzisti. Vale a dire il lavoro delle fabbriche delocalizzate cui commissionano gli ordini.

Molti marchi, per correre ai ripari, stanno introducendo nella mission aziendale anche elementi di comportamento etico con cui intendono vincolare anche i loro committenti. Ecco allora un colosso come Tommy Hilfiger introdurre fra le note aziendali anche l’elemento della “social responsibility”, la responsabilità sociale intesa non tanto in senso legale ma in senso morale. Un concetto che impone nel posto di lavoro rispetto per i diritti sociali e umani intesi nel senso più ampio del termine: niente sfruttamento umano, niente lavori forzati, niente cottimo, divieto assoluto di utilizzare manodopera infantile.

In Italia, paese che si sta lentamente risvegliando dalla sua inerzia in materia, spiccano le iniziative di Valentino, che si è dotato per statuto di un codice etico che permea tutti gli aspetti della vita aziendale, si schiera contro il lavoro schiavistico e definisce in maniera esaustiva il comportamento aziendale in merito alla gestione dei rifiuti e delle acque di reflusso. Un codice che vincola anche i fornitori a tenere comportamenti morali, proprio per evitare che l’azienda possa finire coinvolta in casi di malaffare e di comportamenti non limpidi. Una particolare attenzione nello statuto societario è dedicata alla deforestazione dell’Amazonia. Così tutto il pellame usato dalla holding è scelto fra quelli che non derivano da allevamenti nati dalla distruzione di quell’ambiente, così come è stata bandita dalla fabbricazione qualsiasi fibra nata dallo stesso procedimento. Luisa Ciuni

Everyday we hear news about this. … Continua a leggere →

STYLE MAGAZINE 2013

Interpretation of the portrait of Magritte in front of his painting The Pilgrim, taken by Lothar Wolleh in 1967, by Mauro Balletti. The protagonist is the artist Matteo Guarnaccia. Coat Bottega Veneta, shirt and tie Valentino. Styling Alessandro Calascibetta.

PARIGI: VALENTINO, RAF SIMONS, ISSEY MIYAKE, LOUIS VUITTON

di Luca Roscini
VALENTINO
Geometrie mature quanto perfette su capispalla e maglieria si alternano a microfantasie che sono un viaggio negli anni Sessanta. Le linee smilze esaltano scarpe e cappotti over. Spolverini e paletot sono modernizzati da patchwork di tessuti e pellami, suggello di un’attitude creativa e sicura di sé.
RAF SIMONS
Elementi delle proprie origini (accenni a Martin Margiela e Helmut Lang, i suoi designers “miti”), anni Settanta cortesemente spinti, accenti di vinile nero e rosso: tutto nel frullatore estetico del designer belga per un risultato completo e geniale che offre, con la capacità che hanno i grandi creativi, tendenza e momenti pienamente commerciali.
ISSEY MIYAKE
I tre momenti della giornata ideale dell’uomo (al lavoro, il weekend e la sera) sono raccontati tramite sete rigorosamente Made in Japan, mantelle che diventano capispalla e abiti rivisti in maniera eclettica. Il risultato è un uomo vanesio ma pur sempre maschile.
LOUIS VUITTON
Una collezione potente che fa di stampe e ricami il punto di forza su capispalla, abiti e maglieria. Elementi rubati allo sportswear spuntano qua e là così come bomber e jumpsuit di pelle trapuntata. Trionfano gli accessori: dalle piccole tracolle monogram fino a vere e proprie valigie rigide ricoperte di pelliccia. Lusso 24h.