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IO UOMO – L’ELEGANZA DEL MIX

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The elegance of mixing. Softness, romance and disorder, three keywords that depict a man that’s inclined to handle his own look, and to take the risk of not being completely in line with the codes of traditional menswear. In this column I’ve already written about what I think in terms of a more contemporary attitude, but I understand that mixing genres could be not so accepted by the Italian general public. Elsewhere this mix has been legitimized for quite a long time. But, you know: we’re one of the most conservative countries in Europe. But don’t say that Tony Musante doesn’t embody a universal and traditional masculine aesthetics. And yet, the “frilly” accessory doesn’t jar. This week’s picture portrays him in the backstage of Anonimo Veneziano, directed by Enrico Maria Salerno, out in 1970, one of the first (Italian) movies that focused on the hypocrisies of traditional family. Upstream and nonconformist, indeed.

 

IO DONNA SCHEMA LIBERO ROMA, IL SET ETERNO

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The eternal set. It’s one of the iconic architectures of the capital. The Palace of Italian Civilization, in the Eur, restored by Fendi and headquarter of the maison from October 2015, includes also a space for exhibitions and public events. This is one of the many international sociocultural procedures about communication between fashion, architecture, art. The building was designed between 1936 and 1937, and finished in 1940, for the Universal Exposition that never took place. From the “peplum” to The Last Kiss by Muccino, the building and its surroundings have been the set for hundreds of movies. About the picture I chose, the great book Eur, si gira, by Laura Delli Colli, says: “For the fellinian episode “The temptation of Dr Antonio” in Boccaccio ’70, the filmmaker imagined a busty Ekberg on the advertising billboard “Drink more milk”. It had to be only a picture, but during the making of the movie, Fellini changed his mind and wanted Anita in the flesh”.

SETTE MAGAZINE EN VOGUE RICONFERMATI I FIORI, TORNANO GLI ANNI 50

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Flowers and Fifties are back. The trend … Continua a leggere →

SOCIAL RESPONSIBILITY

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Due scatti dell’attuale campagna a/i di Valentino

La cronaca li scova quotidianamente e li rivela. Decine e decine di laboratori clandestini dove lavorano bambini, immigrati che vi mangiano e dormono pagati come schiavi. E poi opifici derelitti, crolli, intossicazioni, morti sul lavoro. Non solo all’estero ma anche in Italia o nel cuore dell’Europa. Il tutto non per produrre solo falsi ma anche rinomate griffe. Che regolarmente davanti a questi bollettini di guerra, emettono comunicati, prendono le distanze, protestano in un balletto ipocrita che racconta come uno dei principali problemi che la moda, non solo in campo etico, si trova ad affrontare è quello dei terzisti. Vale a dire il lavoro delle fabbriche delocalizzate cui commissionano gli ordini.

Molti marchi, per correre ai ripari, stanno introducendo nella mission aziendale anche elementi di comportamento etico con cui intendono vincolare anche i loro committenti. Ecco allora un colosso come Tommy Hilfiger introdurre fra le note aziendali anche l’elemento della “social responsibility”, la responsabilità sociale intesa non tanto in senso legale ma in senso morale. Un concetto che impone nel posto di lavoro rispetto per i diritti sociali e umani intesi nel senso più ampio del termine: niente sfruttamento umano, niente lavori forzati, niente cottimo, divieto assoluto di utilizzare manodopera infantile.

In Italia, paese che si sta lentamente risvegliando dalla sua inerzia in materia, spiccano le iniziative di Valentino, che si è dotato per statuto di un codice etico che permea tutti gli aspetti della vita aziendale, si schiera contro il lavoro schiavistico e definisce in maniera esaustiva il comportamento aziendale in merito alla gestione dei rifiuti e delle acque di reflusso. Un codice che vincola anche i fornitori a tenere comportamenti morali, proprio per evitare che l’azienda possa finire coinvolta in casi di malaffare e di comportamenti non limpidi. Una particolare attenzione nello statuto societario è dedicata alla deforestazione dell’Amazonia. Così tutto il pellame usato dalla holding è scelto fra quelli che non derivano da allevamenti nati dalla distruzione di quell’ambiente, così come è stata bandita dalla fabbricazione qualsiasi fibra nata dallo stesso procedimento. Luisa Ciuni

Everyday we hear news about this. … Continua a leggere →

STYLE MAGAZINE 2013

Interpretation of the portrait of Magritte in front of his painting The Pilgrim, taken by Lothar Wolleh in 1967, by Mauro Balletti. The protagonist is the artist Matteo Guarnaccia. Coat Bottega Veneta, shirt and tie Valentino. Styling Alessandro Calascibetta.