STYLE MAGAZINE DECEMBER 2017 – COVER

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C COME COAT

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A sinistra, scatto di Federico Miletto per The Men Issue, Styling Giovanni de Ruvo. A destra, scatto di streetstyle (fonte: http://blog.trashness.com/)

L’alfabeto della moda oggi chiama in causa la lettera C: Coat, in italiano Cappotto.

Capo di derivazione contadina o militare, il cappotto è andato col tempo a sostituire i mantelli e le pellicce dell’antichità, diventando non solo un alleato indispensabile contro il freddo invernale, ma soprattutto un simbolo di appartenenza ad un determinato ceto sociale.
Infatti, ricordo che, passeggiando da bambino per le vie del corso della città con i miei genitori, specialmente durante le domeniche invernali o durante le festività natalizie, vedevo famiglie intere passeggiare, imbellettate, con capelli e barbe perfette, scarpe lucide e spazzolate, dove il capo famiglia primeggiava su tutti per le fattezze e l’importanza statuaria del proprio cappotto. Spalle larghe, materiale spesso, dalla caduta verso il basso rigida e impeccabile, quasi regale: il passeggiare si trasformava in una gara a chi, fra tutti gli uomini, avesse il capospalla più bello; un pavoneggiarsi, dove il premio finale, ai miei occhi, era quello di far parte della famiglia più benestante ed importante della città.

Anche nei film il cappotto era portato dall’attore più bello, dal protagonista, seguito puntualmente dal suo sottoposto, o maggiordomo, che in chiaro atto di servilismo lo aiutava ad indossarlo prima di uscire.
Esempio lampante della sua importanza simbolica lo abbiamo nel film Il Cappotto, tratto dal racconto di Nikolaj Gogol, ed interpretato da Renato Rascel, dove si percepisce quanto questo capo di abbigliamento sia l’oggetto del desiderio di un impiegato comunale che deve ottenerlo a tutti i costi, per sentirsi parte integrante di una società che altrimenti non lo considera.

In commercio lo si trova realizzato in panno di lana, in cachemire, monopetto o doppiopetto, di varie lunghezze, con la manica Raglan e con spalmature che lo rendono impermeabile; ne esistono davvero in svariati modelli e materiali. Un fedele alleato ed un pezzo immancabile nell’armadio di un uomo, ed ormai non più solo per i mesi freddi.
La moda, oggi, lo ha sdrammatizzato, dandone una nuova visione: accanto al cappotto formale, “divisa”, insieme all’abito sartoriale, dell’uomo di potere, è passato ad essere capo modaiolo, creato in varie fogge e colori, sfoderato, stampato, abbinato a felpe con cappuccio, e sovrapposto a giubbotti in denim, per la stagione invernale, tanto come per quella primaverile ed estiva.
Nello scatto realizzato per The Men Issue da Federico Miletto, il cappotto (Fall/Winter 17/18, Paltò), realizzato in panno di lana spigata con manica raglan, è abbinato ad una camicia indossata su un dolcevita e a dei pantaloni, tutti sulla scala cromatica dei grigi, con dei boots in pelle, per un’allure modaiola ma sempre classicheggiante; in quello a fianco invece abbiamo uno scatto di street style, che ci offre un’idea di come un cappotto simile possa essere indossato, in modo più libero e casual, nella vita “reale”. Nella gallery, invece, vi offriamo una carrellata di uscite di sfilata della stagione f/w 17/18 – con alcune anticipazioni dalla prossima s/s – per avere uno spaccato sulla visione dei maggiori designer. Giovanni de Ruvo

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The Fashion Alphabet today is about C: C for Coat. … Continua a leggere →

IO DONNA SCHEMA LIBERO – UNFORGETTABLE

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Unforgettable. Giacomo Ferrara, 27 years old, before Suburra – The Series had already acted in the namesake movie directed by Stefano Sollima as supporting actor. Then we’ve seen him in Il permesso by Amendola and in Il Contagio with Vinicio Marchioni. But with The Series he has established himself as one of the greatest talents of italian cinema. Ferrara’s power in playing the part of Spadino is really great, a character that is bad but not so bad, with a noticeable “problem” for a criminal from a ruthless gypsy family that fights to obtain its part of territory in a very corrupted capital: he’s homosexual. Ferrara’s Spadino is one of those characters that lingers in everyone’s memory: he’s unforgettable. Unforgettable just like – I don’t overstate – De Niro in Taxi Driver. So much that he deserved an article on Financial Times.

KOONESS.COM PRESENTA: ISABELLA NAZZARRI

Isabella Nazzarri, Fresco frizzante estivo (ultima estate), 2017 - 50x70 cm Watercolor on paper

Isabella Nazzarri, classe 1987, si diploma dapprima all’Accademia di Belle Arti di Firenze e successivamente anche a quella di Milano, città in cui attualmente vive e lavora. L’arte come un dialogo con la natura. Da sempre affascinata dalle tavole naturalistiche e dai microrganismi, Isabella Nazzarri dipinge forme evanescenti e sfuggenti. Nelle sue opere i colori tenui e la morbidezza delle pennellate danno vita a linee fluttuanti. Definisce il colore come una grammatica emotiva. La sua arte è una poetica astratta che si articola tra forma e materia, tra memoria e natura. Gestualità ed emotività.

Isabella Nazzarri dipinge con la tecnica dell’acquarello figure astratte provenienti dal suo immaginario. Gli elementi dei suoi dipinti evocano un richiamo alla natura ed hanno la capacità di dare corpo e immagine a stati mentali. Come strutture fluttuanti che ci trasportano in un mondo in continuo movimento. La serie degli Innesti è caratterizzata da notevole spontaneità. I colori tenui e la morbidezza delle pennellate danno vita a linee fluttuanti.

Le Monadi rappresentano un lavoro di passaggio tra pittura e scultura. La volontà dell’artista è di dare più corpo al colore, facendolo diventare scultura. Isabella le crea colando strati di resina, quasi come fossero acquarelli in 3D.

Dall’uso degli acquarelli alla scultura. Le Epifanie nascono sempre in modo spontaneo ma mantengono il richiamo alla natura, alle rocce e ai minerali. Restando pur sempre un lavoro astratto, senza forme riconoscibili. Solamente intuizioni che provengono dalla vita reale. Una metamorfosi dal figurativo all’astratto.

Attualmente in mostra presso la galleria ABC a Genova, Isabella ha in programma un’esposizione a Roma. Beatrice Carducci

Le opere di Isabella Nazzarri, artista della galleria genovese ABC, sono disponibili in vendita online su Kooness

 

Kooness.com presents: Isabella Nazzarri. Born in 1987 in Livorno, Italy, Isabella Nazzarri obtained her Bachelor degree … Continua a leggere →

STYLE MAGAZINE 2014

The tuxedo as a way of life: according to Tom Ford, it’s the attire that suits every occasion, not only the official ones. But it has to be worn with naturalness and nonchalance, as you can see in the pictures by Letizia Ragno for Style Magazine. Styling Luca Roscini.

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