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IO DONNA SCHEMA LIBERO – MILANO IN GRANDE STILE

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Triumphant Milan. “This book is not only an itinerary through some of the most beautiful entryways of Milan’s buildings, but also an emotional journey where the sense of chic lies in the balance between color and minimalist splendor”. This is the beginning of the book Entryways of Milan (Taschen), edited by the german art director Karl Kolbitz, with a writing of the fashion designer Stefano Pilati, that in his collections for Yves Saint Laurent and Zegna has always proved that he knows how to conciliate with balance colors and shapes. The entryways photographed, no less than 144, have been built from the 30s to the end of the 60s in areas that until 20 years ago where considered adjacent to the historical centre but not central. Now that Milan is one of the most interesting cities in Europe again, the suburbs are an integral part of a metropolis that lives of tourism, thanks also to art and design. Talking of fashion: today brands look for a futuristic placement, releasing from past references, apart from some intrusions in the 70s and 80s. And the 30s.

T COME TUXEDO

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A sinistra, scatto di Federico Miletto per The Men Issue, Styling Giovanni de Ruvo. A destra, scatto di streetstyle (fonte: Notsopopkulture).

 

L’alfabeto della Moda oggi chiama in causa la lettera T, per Tuxedo.

Prendere una coppetta da cocktail e riempirla di ghiaccio per raffreddarla. Riempire un secondo bicchiere di ghiaccio, poi aggiungere 3 cl di gin, 3 cl di dry vermut, 2,5 ml di maraschino, 1 ml di assenzio e 1 ml di orange bitters. Mescolare bene il tutto, poi filtrare nella coppetta da cocktail dopo averne rimosso il ghiaccio. Spremere leggermente una fettina di scorza di limone sopra il bicchiere, dopodiché guarnirlo con la stessa fetta a spirale e con una ciliegia da cocktail. Servire senza cannuccia.
In maniera alternativa si potrebbe persino raccontare così, la classe di un capo d’abbigliamento che ha fatto la storia dell’eleganza maschile: pochi ingredienti che mescolati bene insieme formano il Tuxedo cocktail…ma, questa, è un’altra storia.

Il Tuxedo, quello vero, nacque, come leggenda narra, al Tuxedo Club, in New Jersey, nel 1886: locale dove si incontravano tutti gli uomini eleganti del tempo, indossando abiti di alta sartoria fatti su misura dai sarti Henry Poole & Co.
Chiamato Tuxedo o Smoking, questa invenzione è ancora oggi contesa tra Americani ed Inglesi, che ne richiedono la patria potestà, considerato che fu indossato per la prima volta in occasioni ufficiali dal Duca di Windsor.
Inizialmente infatti era solamente la giacca che copriva l’abito del gentleman dall’odore del tabacco durante le fumate di sigaro nelle sale fumatori del tempo.

Venne sdoganato poi successivamente, ed indossato con fierezza e con delle regole ben precise: mai prima delle ore 18, fit perfetto, sartoriale, nero o blu notte, monopetto oppure doppiopetto, con camicia bianca e gemelli ai polsi, panciotto fasciante, papillon rigorosamente da annodare, e stringate nere lucide o slippers.

Il tuxedo per antonomasia va a braccetto con il personaggio – cinematografico – di James Bond: da Sean Connery, a Pierce Brosnan, Roger Moore, fino ad arrivare a Daniel Craig, abbiamo avuto carrellate infinite di uomini elegantissimi, abbigliati in modo impeccabile, spesso da nomi blasonati del mondo fashion, come Tom Ford.

Nella moda di oggi, vigono forse un po’ meno regole, meno restrizioni: via al colore, abbinamenti sgargianti, quasi sbagliati, da Gucci; total gold per Berluti; bianco, con stampe a righe quasi optical da Balmain; con revers a contrasto e con applicazioni di pietre, così come vediamo nella gallery che vi proponiamo di seguito dalle sfilate della spring/summer 2018.

Nello scatto realizzato appositamente per The Men Issue da Federico Miletto, vi proponiamo il tuxedo indossato nella versione classica, in nero ed elegante: abito in cotone misto seta con revers in raso, di Tagliatore by Pino Lerario, collezione spring/summer 18. Vi accostiamo un secondo scatto, di street style, in cui il modo di indossarlo è completamente rivisitato, diventando più casual ma cool allo stesso tempo: la giacca stessa è arricchita da ricami floreali, e abbinata a pantaloni sportivi con bande laterali, sneakers bianche e marsupio in pelle. Un modo di uscire dagli schemi, che forse farà rabbrividire i puristi, ma che porta una ventata di freschezza. Come del resto aveva fatto il Duca di Windsor a suo tempo. Giovanni de Ruvo

Gucci, spring/summer 18

The fashion alphabet today is about T, … Continua a leggere →

IO DONNA SCHEMA LIBERO – SOTTOSOPRA

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Upside Down. I fell in love with the artworks of Andrea Collesano 7 years ago: they were exhibited in the Art Gallery of Barbara Paci in Pietrasanta. It was love at first sight because when I was a child I was obsessed by whales and sea bottoms; i used to draw many, many of them… however, I wouldn’t be able to become an Artist! Collesano, instead, is an Artist. He’s still very young, he lives and works in Forte dei Marmi in a house-laboratory with a very wild garden. And with a cat. In spite of his youth, he’s already known internationally. He transfers his imaginary world and its symbolisms in his artworks, made with ink on aged paper. Whales are his passion but he also draws lots of other animals. And palm trees. Palm trees underwater, surrounded by frogs and seahorses, in a surreal, charming and poetic world, with a gentle hand; a world that turns upside down the biological rules of animal and vegetal life. Next step: sculptures. Made of bronze. I went and visit him and I saw them: and I fell in love again.

STYLE FASHION ISSUE #1/2017 – COVERS

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IO DONNA SCHEMA LIBERO È GRADITO L’ABITO BLU


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Blue tie. The tribute by Giovanni Gastel to Richard Avedon, for Style Magazine (2010). “Severe” light, off-white background. The models’ action counterposes the solemnity of the tribute of a great photographer to a popular predecessor. The models, like they’re dancing, seem not to care about the mess they create in the clothes: the movements dissolve the severity of a normally impeccable attire as the tuxedo is. Out of the fashion sets, in real life, we can imagine a similar ease choosing a different way of “wearing the evening”: for example, breaking black with blue.