Salvatore Ferragamo

IO UOMO – SUA VANITÀ

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His Vanity. Until the 60s, the only jewels allowed for men were cufflinks and the wedding ring. At most the tie clip, some used to wear the gold chain received for the first Holy Communion. Jewels became a trend for men in the 70s: young people drew inspiration from the rockstars, so the first silver bracelets started to peek out. Later there were the yellow gold bracelets, in form of rectangular plates matched with leather strings. From the years of minimalism on, the inspiration was punk and its symbologies. And from Slimane for Dior Homme and Margiela, to the funny creations by Paul Smith, and the jewelry collection by Dolce&Gabbana, many designers have indulged the most hidden side of men’s vanity.

STYLE MAGAZINE OCTOBER 2017 – COVER

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FURRY SKY

SALVATOREMaglione, Salvatore Ferragamo, f/w 2016/17

La pelliccia si (ri)conferma definitivamente nel guardaroba maschile, non più tanto come espressione di uno status nè, tantomeno, come strumento di protezione dal freddo. La troviamo molto nei dettagli, come mezzo di espressione di un lusso fashionista ma non gridato, come nel caso del pullover di Ferragamo in lana vergine e cashmere, con inserti in shearling e astrakan che ricreano una scena rubata all’arte moderna. A cura di Angelica Pianarosa, Foto Michele Gastl. 

Fur reaffirms itself

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BEAUTIFUL AND GOOD

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L’archivio dell’azienda Canepa di Como

Kalos Kagathotos era la definizione con cui gli antichi greci riunivano in un unicum il buono e il bello, dando vita ad un’unità fra i due concetti che solo il mondo moderno avrebbe scardinato dal punto di visto estetico. Oggi, senza volere fare paradossi, una parte illuminata dell’imprenditoria della moda sta applicando questo antico concetto per realizzare prodotti ad un tempo belli e contemporaneamente buoni, sia per il consumatore, sia per l’ambiente. E siccome siamo un popolo di studi classici, la tendenza si rivela, per non dire si afferma, anche nella fruizione ed esposizione dell’arte che vediamo, ad esempio, in Fondazione Prada o nel  nuovo Museo Salvatore Ferragamo. Che rispetto ad altre iniziative, si segnala con una ulteriore novità: ha ottenuto la certificazione Iso14064 in materia di sostenibilità ambientale. È il primo spazio espositivo d’arte ad emissione zero del nostro paese. Un traguardo importante che si accompagna ad una produzione di grande livello artigianale, dove un costo finale alto comporta per il consumatore il vantaggio di una qualità fuori dal tempo.

Ma anche il mondo dei filati si muove in questa direzione: quella di una produzione ecostenibile che si tramuti in un bell’oggetto (diciamocelo, molte collezioni alternative, sia pure nate con  le migliori intenzioni e certamente meritorie, hanno risultati estetici modesti). Il gruppo Canepa di Como produce attuando il brevetto “save the water”, risparmiando il 90% di acqua nella fase industriale rispetto al passato. Il tutto diventa sciarpe e foulard che aiutano l’ambiente e i disastrati fiumi italiani. Belle e buone, appunto. Luisa Ciuni

Kalos kagathotos was the definition … Continua a leggere →

STYLE MAGAZINE MARCH 2016 – FLASHBACK

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