max vadukul

STYLE MAGAZINE JULY/AUGUST 2020 – ATTITUDINE NEO MINIMAL

Foto Max Vadukul, Styling Luca Roscini

IO UOMO – TRE PASSI NEL FUTURO

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Three steps towards the future. A summer ago we were free to travel, have fun, go shopping. Today we are halfway (hopefully) from nightmare and the day after, (still) stuck in a bubble of uncertainty. We’re living our first summer in black and white after years of (naive) inconsciousness, at the mercy of false values, clouded by appearance and far from the essence. The cover of Style Magazine – a magazine about style, especially twice a year and this is one of those times – sends a message for the future: the location chosen by the photographer, an inspired Max Vadukul, represents the past to be demolished and contrasts with the volitive attitude of the three young actors: Laura Adriani, Matteo Oscar Giuggioli and Alberto Boubakar Malanchino. The mood of the fashion – simple, basic – suggests a timeless “menstyle”: a step back, towards a discreet, but not nostalgic, elegance. A step back to make three steps forward: towards a better future that, by now, we can only imagine. And that we have to regain and deserve.

STYLE MAGAZINE JULY/AUGUST 2020 – COVER

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ROMEO GIGLI 1995

Julian Sands photographed by Max Vadukul.

 

INTIMISMO ’90

Le campagne presenti in questa gallery sono del 1994 e più precisamente della stagione autunno/inverno. Il “secondo semestre”, come si dice in gergo pubblicitario. La vestibilità del capospalla era ancora fortemente vicina alle larghezze degli anni ’80; ben lontana dalla forma asciutta che avrebbe, all’ inizio del nuovo secolo, rivoluzionato il guardaroba maschile. Idem per pantaloni, camicie e cravatte. E’ interessante notare quanto il gilet fosse en vogue: in maglia, destrutturato, o in tessuto ma sempre morbido nella forma, e mai aderente al corpo. Le ambientazioni fotografiche erano praticamente assenti e i fondi neutri; le luci piuttosto naturali e poco contrastate fatta eccezione per gli effetti chiaroscuro di Michelangelo Di Battista che, guidato da Mauro Rotini, si ispirava, all’ epoca, ai contrasti degli ultimissimi ’80 di Nick Knight per Yamamoto. La caratteristica più evidente è l’ atteggiamento dei soggetti: intimista, pensoso, riflessivo. A discapito delle più conclamate logiche pubblicitarie, i soggetti talvolta venivano immortalati perfino ad occhi chiusi, come nello scatto fatto a Werner da Mario Sorrenti per Dolce&Gabbana o il primissimo piano scelto da Paul Smith. Mentre Max Vadukul, per Romeo Gigli, aveva puntato sulla melancholia che trasmetteva lo sguardo del modello: perduto e fisso al di là dell’ ultimo orizzonte….

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