ARTIFICIAL VS. NATURAL

complete_processIl ciclo di produzione della fibra Econyl

In principio furono il cotone e la lana. Puri, anzi, purissimi. In omaggio ad un mondo sempre più allergico e sempre più “affamato” di prodotti biologici e non contraffatti, la prima parola d’ordine della moda etica è stata “ritorno alla natura”, con le etichette che garantivano origine e trattamenti rispettosi di pelle e ambiente, diventati oramai un’ossessione. Il consumatore finale ha scelto per anni un prodotto rispetto ad un altro proprio basandosi sull’esclusione netta del sintetico, figlio del petrolio, quindi inquinante, quindi dannoso. Cibo bio, vestiti bio, casa bio: l’inquinamento ambientale non si è mosso di un centimetro ma la morale era salva. Persino la grande distribuzione ha piegato la testa davanti alla richiesta inondando il mercato di puro cotone non trattato e grigiastro o di lana vergine, pungente ma eticamente valida. Poi, la svolta. Davanti alla scarsa performance di molti capi totalmente naturali, l’industria ha iniziato a creare un tessile sintetico che nasconde un’idea vincente: il riciclo. E l’idea è passata. Oggi molte aziende si fanno un vanto di utilizzare filati non naturali. Sia perché aiutano a salvare l’ambiente, sia perché corrispondono a quel concetto di “cruelty free” nei confronti degli animali che si è fatto largo anche nel fashion (Stella McCartney docet), sia perché il risultato finale è oggettivamente buono. Un esempio viene da Econyl, una fibra del gruppo italiano Aquafil nata dalle reti da pesca e da materiali di scarto, che si è fatta strada nel mondo della moda scalandolo fino ai vertici, dagli originari costumi Speedo (per la quale è nata), fino a Levi’s, per approdare poi a Gucci. Che ha annunciato il suo utilizzo per la prossima collezione uomo, una delle più attese dell’anno. Sintetico è bello quindi, specie se l’azienda produttrice certifica che la sua fabbricazione è stata eseguita senza onere per l’ambiente. Tessuti uno e due, come la Signora Morli pirandelliana quindi. Diversi modi di vedere le cose. Di certo una prova di quanto composito sia il mondo di chi vuole aiutare il pianeta passando dalla moda. Luisa Ciuni

ITALIAN STYLE 2015

The opulent but at the same time measured elegance by Caruso enhanced in this b/w picture by Giovanni Squatriti. Styling by Carlo Ortenzi, model Tommy Marr.

gb

SPORTWEEK 28 GENNAIO 2017

STYLE MAGAZINE JANUARY/FEBRUARY 2017 – BEAUTY

beauty

KOONESS È ONLINE MEDIA PARTNER DI SETUP CONTEMPORARY ART FAIR

Sandro del Pistoia - Fragile Relation


Kooness annuncia la sua seconda partnership ufficiale con una fiera d’arte: SetUp Contemporary Art Fair, una fiera d’arte contemporanea interamente dedicata ai giovani talenti emergenti.

SetUp Contemporary è la prima ed unica fiera nata per far interagire le tre figure principali del sistema dell’arte: artista, curatore/critico, gallerista; coltiva il dinamismo presentandosi come piattaforma culturale, per offrire nuovi orizzonti. Le gallerie che partecipano alla fiera sono interessate a promuovere artisti emergenti per innescare un cortocircuito virtuoso tra commercio e cultura. SetUp Contemporary Art Fair si svolgerà a Bologna durante l’art week, l’ultima settimana di gennaio, presso l’autostazione di Bologna, in Piazza XX Settembre 6.

Dal 27 gennaio sarà possibile dare un tocco digitale alla vostra esperienza in fiera, scoprendo ed esplorando tutti i contenuti della fiera direttamente da Setup Contemporary Art Fair.

Kooness.com offre la possibilità di scoprire in anteprima gli stand delle gallerie partecipanti attraverso un semplice click. Solo registrandosi su Kooness sarete aggiornati sui trend più interessanti di questo straordinario evento per il mondo dell’arte contemporanea.

Il catalogo online di SetUp Contemporary Art Fair 2017 è disponibile al seguente link: https://www.kooness.com/art-fairs

 

Kooness is Online Media Partner … Continua a leggere →