STYLE FASHION ISSUE #1/2018 – COVERS

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STYLE MAGAZINE 2009

A shooting inspired by Ben Barnes in Dorian Gray (out that year): white complexion, perfect features, dandy attitude. Ph. Alistair Taylor-Young, Styling Luca Roscini.

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IO DONNA SCHEMA LIBERO – IL CAVALIERE ECLETTICO

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The eclectic knight. “A Fornasetti item has the power of changing the vibration of any place. A room can be very beautiful, but also rooted in real life. Place a Fornasetti in there and the room acquires a completely different aspect”. This is how, in 2005, Philippe Starck described the dreamlike side of the masterpieces of Piero Fornasetti, (Milan, 1913/1988). His son Barnaba continues the research started by his father and contributes to the success of an artist that revolutionized the interior design concept; a “style changer”, Fornasetti, that “for a long time was ostracized. Far from the strict rules of modernist rationalism, bearer of a narrative and theatrical design that reached the highest peak of modernity, recovering at the same time the classical codes. Piero Fornasetti was put on the borders by a system that didn’t forgive his eclectism”: this is what Silvia Annicchiarico writes in the book Citazioni Pratiche, edited by Electa and curated by Barnaba Fornasetti. If Piero Fornasetti had been a director he would have been Fellini, if he had been a band, the Beatles, and if he had been a modern artist he would have been Damien Hirst. And if he had been a fashion designer?

TIGER BACK


KENZO

Zaino, Kenzo, s/s 2018.

Sono passati decenni da quando un giovane Kenzo Takada vendeva, riscuotendo enorme successo, i suoi abiti fatti a mano nella boutique “Jungle Jap” a Parigi. Di allora è rimasta la capacità del brand, passato sotto la direzione creativa di Carol Lim e Humberto Leon, di mixare le più diverse suggestioni mantenendo una gran coerenza e un indiscutibile appeal modaiolo. Di “Jungle” oggi è rimasta la tigre ruggente, uno dei simboli più riconoscibili della maison, riprodotto in varie fogge su felpe, sneakers e borse. Nel caso dello zaino qui fotografato campeggia, ricamata, su un fondo ipercolorato in canvas a righe. Un mix perfetto di attitudine pop e street. A cura di Angelica Pianarosa, Foto Michele Gastl. 

Decades ago a young Kenzo Takada

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T COME TUXEDO

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A sinistra, scatto di Federico Miletto per The Men Issue, Styling Giovanni de Ruvo. A destra, scatto di streetstyle (fonte: Notsopopkulture).

 

L’alfabeto della Moda oggi chiama in causa la lettera T, per Tuxedo.

Prendere una coppetta da cocktail e riempirla di ghiaccio per raffreddarla. Riempire un secondo bicchiere di ghiaccio, poi aggiungere 3 cl di gin, 3 cl di dry vermut, 2,5 ml di maraschino, 1 ml di assenzio e 1 ml di orange bitters. Mescolare bene il tutto, poi filtrare nella coppetta da cocktail dopo averne rimosso il ghiaccio. Spremere leggermente una fettina di scorza di limone sopra il bicchiere, dopodiché guarnirlo con la stessa fetta a spirale e con una ciliegia da cocktail. Servire senza cannuccia.
In maniera alternativa si potrebbe persino raccontare così, la classe di un capo d’abbigliamento che ha fatto la storia dell’eleganza maschile: pochi ingredienti che mescolati bene insieme formano il Tuxedo cocktail…ma, questa, è un’altra storia.

Il Tuxedo, quello vero, nacque, come leggenda narra, al Tuxedo Club, in New Jersey, nel 1886: locale dove si incontravano tutti gli uomini eleganti del tempo, indossando abiti di alta sartoria fatti su misura dai sarti Henry Poole & Co.
Chiamato Tuxedo o Smoking, questa invenzione è ancora oggi contesa tra Americani ed Inglesi, che ne richiedono la patria potestà, considerato che fu indossato per la prima volta in occasioni ufficiali dal Duca di Windsor.
Inizialmente infatti era solamente la giacca che copriva l’abito del gentleman dall’odore del tabacco durante le fumate di sigaro nelle sale fumatori del tempo.

Venne sdoganato poi successivamente, ed indossato con fierezza e con delle regole ben precise: mai prima delle ore 18, fit perfetto, sartoriale, nero o blu notte, monopetto oppure doppiopetto, con camicia bianca e gemelli ai polsi, panciotto fasciante, papillon rigorosamente da annodare, e stringate nere lucide o slippers.

Il tuxedo per antonomasia va a braccetto con il personaggio – cinematografico – di James Bond: da Sean Connery, a Pierce Brosnan, Roger Moore, fino ad arrivare a Daniel Craig, abbiamo avuto carrellate infinite di uomini elegantissimi, abbigliati in modo impeccabile, spesso da nomi blasonati del mondo fashion, come Tom Ford.

Nella moda di oggi, vigono forse un po’ meno regole, meno restrizioni: via al colore, abbinamenti sgargianti, quasi sbagliati, da Gucci; total gold per Berluti; bianco, con stampe a righe quasi optical da Balmain; con revers a contrasto e con applicazioni di pietre, così come vediamo nella gallery che vi proponiamo di seguito dalle sfilate della spring/summer 2018.

Nello scatto realizzato appositamente per The Men Issue da Federico Miletto, vi proponiamo il tuxedo indossato nella versione classica, in nero ed elegante: abito in cotone misto seta con revers in raso, di Tagliatore by Pino Lerario, collezione spring/summer 18. Vi accostiamo un secondo scatto, di street style, in cui il modo di indossarlo è completamente rivisitato, diventando più casual ma cool allo stesso tempo: la giacca stessa è arricchita da ricami floreali, e abbinata a pantaloni sportivi con bande laterali, sneakers bianche e marsupio in pelle. Un modo di uscire dagli schemi, che forse farà rabbrividire i puristi, ma che porta una ventata di freschezza. Come del resto aveva fatto il Duca di Windsor a suo tempo. Giovanni de Ruvo

Gucci, spring/summer 18

The fashion alphabet today is about T, … Continua a leggere →