CASTING CALL

AnitalianTheory

Felpa, 10×10 An Italian Theory, f/w 2017.

Il brand “10×10 An Italian Theory” nasce dalla fantasia di Alessandro Enriquez come omaggio sentito e allegramente chiassoso all’italianità, sotto tutti i suoi aspetti. Dai cliché di pasta-pizza-mandolino, a rimandi più ironici su vizi e virtù degli italiani, tutto viene riletto e restituito in grafiche dai colori sgargianti. A proposito di ironia, la collezione f/w uomo e donna celebra, e allo stesso tempo prende un po’ in giro, la mania nostrana dei casting e della celebrità più o meno spicciola, che si traduce in una stampa caleidoscopica su felpe e giubbini. A cura di Angelica Pianarosa, Foto Michele Gastl. 
The brand “10×10 An Italian Theory”
has been created by the imagination of Alessandro Enriquez, as a heart-felt and merrily showy homage to italianity in all its aspects. From the clichés of pasta-pizza-mandolino, to more ironic references to vices and virtues of italians, everything is reinterpreted and returned in colorful graphics. Talking about irony, the men and women f/w collection celebrates, and at the same time mocks a little, our mania of castings and celebrity, that is translated into a kaleidoscopic print on sweatshirts and jackets. Edited by Angelica Pianarosa, Ph. Michele Gastl.

 

 

MAX 2010

The title of this shooting was “Once Upon a Time”. Accessories of an old time man, refined and elegant, shrouded by the passing of time: a nostalgic gaze on a past that should be restored. Ph. Michele Gastl, Styling Carlo Ortenzi.

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IO DONNA SCHEMA LIBERO – L’UOMO NERO

40-MODA-R-schema-libero_Storia7(1)Man in black. In the book Zeitgeist (published by Bandecchi & Vivaldi) that collects some pieces by Giuseppe Veneziano presented in 2010 during the exhibition with the same name, there’s a chapter dedicated to Villains. Veneziano, born in 1971 and recognised by critics and specialised magazines as one of the spokespeople of italian New Pop and of the group “Italian Newbrow”, like every artist worth of respect is fascinated by the dark side. “All the evil represents a potential vitality needy of transformation”, wrote the psychoanalyst Sheldon Kopp. And the sicilian artist depicts archetypes of comic-books. But pay attention, if you want to see how Venziano depicted the quintessentially Villain, unfortunately really existed, that is Adolf Hitler, look for his Madonna of the Third Reich, that horrified so much the bishop of Lucca and the archbishop of Pisa that it was removed from the exhibition in Pietrasanta. Sgarbi proposed it again, in Salemi, few time later.

 

GREEN CARPET IN A PARLOUR

9471596781_e7d9d5a471_bLa Venere degli Stracci, Michelangelo Pistoletto

La marcia trionfale della moda etica approda alla settimana della moda di Milano. “Verde è bello e fashion”, questo l’intento degli organizzatori che hanno deciso di celebrare, domenica 24 settembre, con un red carpet in Piazza della Scala, i magnifici sviluppi di un Made in Italy fulminato dalle sorti del pianeta, come Paolo di Tarso sulla via di Damasco.

E andrebbe anche bene se la decisione non avesse due difetti: è tardiva e reca con sé un’atmosfera da salotto buono che nuoce alla serietà della causa. Un’aria strumentale da coscienza a posto che vuole celare (o no?) i tanti problemi del nostro sistema.

Tuttavia…meglio di niente. Di sicuro a forza di parlarne la gente comincerà a capire che dietro alle sue sneakers low cost ci sono paghe da fame e spesso lavoro minorile, o che il collo peloso dell’eskimo tanto à la page è fatto con la pelliccia di uno sfortunato Fido di altre latitudini.

Ben altro colpo d’occhio, però, aveva realizzato Michelangelo Pistoletto con la sua “Venere degli stracci” nel 1967, una scultura che dovrebbe essere la bandiera della moda etica contemporanea. Arte classica versus vita moderna, questo il senso della statua, ormai 50enne. Grande icona di uno dei problemi più seri del fashion, di certo uno dei più inquinanti, cioè l’eccedenza di produzione.

Per stare dietro a tutte le suggestioni possibili e catturare ogni tipo di consumatore – dal più ricco al più povero – le macchine producono di tutto in continuazione, dando vita ad un percorso perverso che porta, dagli atelier agli outlet e poi alle bancarelle fino ai negozi di seconda mano, montagne di roba che – se non fabbricata – farebbe fare un passo avanti alla tutela dell’ambiente. Un cocktail per parlarne? Luisa Ciuni

 

The victory parade of ethical fashion … Continua a leggere →

STYLE MAGAZINE OCTOBER 2017 – COVER

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