THE CRITICAL ISSUE

IT’S CHRISTMAS STYLE

Alberi addobbati, nastri e pacchetti, quel freddo pungente che si fa sottile foschia elettrica….le feste di Natale sono dietro l’angolo: It’s Christmas Time! Attenzione agli eccessi, che  durante le celebrazioni non sono solo gastronomici, ma spesso anche di stile. Ovviamente sui tappeti rossi delle celebrities non si vedono quasi mai quei maglioni norvegesi con le renne che vi costringe a indossare ogni anno vostra zia, ma a volte troviamo outfit che fanno sembrare le vetrine natalizie di Bloomingdale’s la bancarella di un mercato qualunque. Per esempio, quando il cantante Tinie Tempah ha indossato ad un party londinese questo completo rosso aranciato: una tinta tanto natalizia quanto bizzarra, tant’è che – Tempah – ha saggiamente scelto di stare lontano parecchie miglia da qualsiasi fiocco potesse trovarsi nei paraggi, per non incorrere nel rischio di essere scartato da un bambino di passaggio come un pacco dono anticipato.L’attore Armie Hammer, qui alla presentazione l’anno scorso del suo film The Lone Ranger, ha scelto una sfumatura più scura di rosso : i pacchetti in questo caso li potrebbe portare in giro lui, se Babbo Natale fosse biondo e giovane.

L’altro colore dominante delle festività è il verde, colore tanto versatile quanto difficile: funziona se viene indossato e abbinato con le dovute attenzioni. Attenzioni che Ryan Gosling sembra proprio non aver considerato quando ha sfilato alla prima mondiale della pellicola Le idi di marzo: peccato che allora non andasse ancora di moda farsi i selfie tutti avvolti nelle luminarie come oggi, sennò l’effetto abete di Natale sarebbe stato completo. Lascia perplessi anche la scelta di Alan Ritchson, che appare nel secondo capitolo della saga cinematografica di The Hunger Games: quest’abito Versace dalla tinta foglia di tè è di per sé molto particolare ma, anche se s’ignora il faccione da Ken di Barbie di chi lo indossa, il risultato rimane comunque a metà fra un rappresentante di caramelle balsamiche e un allievo della scuola infermieri. Non apparire come un Arbre Magique al pino mugo sembra essere una missione impossibile che neanche Tom Cruise ai tempi d’oro. Pare però riuscirci Dwayne Wade: il velocissimo cestista della NBA indossa con brillante disinvoltura questo bell’abito di Valentino con la giacca dai risvolti neri, abbinandolo a una particolare camicia bianca senza colletto e a loafer di raso. Promosso anche Robert Pattinson, interprete delle pellicole di Twilight, alla presentazione del cui ultimo episodio ha indossato un completo Gucci color smeraldo che ha personalizzato lui stesso, scegliendone perfino il tessuto.

Fra rosso e verde i nostri addobbi festivi sono quasi completi, manca solo un tocco di luce. Ecco allora che ci aiuta Justin Bieber, l’idolo delle ragazzine sgallettate, qui ai Billboard Awards di qualche anno fa dove indossava una sgargiante giacca Dolce&Gabbana in glitter dorato. Ora è un po’ cresciuto, ma all’epoca sarebbe stato una perfetta decorazione luminosa per la punta del vostro albero. Proprio vero che a Natale si è tutti più buoni. Paolo Armelli (http://liberlist.wordpress.com/)

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JACKET FANTASY

Declinabile in colori, tessuti, modelli e tagli estremamente vari, la giacca è di sicuro uno dei capi d’abbigliamento maschile fra i più poliedrici, tant’è che per la stagione autunno-inverno 2013 molti stilisti si sono sbizzarriti proponendo versioni e fantasie molto elaborate. Cambiarne motivi e tonalità può rivelarsi un’opportunità efficace e più o meno stravagante per sdrammatizzare con poco sforzo le mise anche più eleganti, troppo spesso relegate alla monotonia dei soliti colori formali o del gessato. Ovvio che questa astuzia di stile sia molto gettonata fra le star della musica e del cinema. Un esempio è il musicista inglese Bryan Ferry che, nell’esibizione per celebrare i cinquant’anni del Mandarin Hotel di Hong Kong, ha voluto rinfrescare la propria immagine con una giacca a decoro floreale di Louis Vuitton, abbinata a pantaloni blu satinati. Audace ma d’effetto. Per uno che si ringiovanisce, un altro che s’invecchia: il giovane attore Ashton Kutcher, dopo aver interpretato il ruolo del fondatore di Apple nel film Jobs, ci ha preso giusto ed è stato assunto dal gigante cinese Lenovo per progettare nuovi prodotti tecnologici; da bravo perfezionista, Kutcher ha preso seriamente il nuovo incarico tanto da trasformarsi in un tipico ingegnere alla Big Bang Theory, con tanto di comodo blazer in lana blu. Col passare degli anni, anche Pierce Brosnan sembra preferire abiti la cui caratteristica principale è la comodità, pur non rinunciando a un certo fascino trasandato: paparazzato qui a Malibu, il suo look, coordinato a occhiali vintage e a una vecchia Mustang, è sicuramente retrò, anche se la giacca over-size di cotone azzurro, per non parlare dei pantaloni bianchi con mocassino marrone, fa molto pensionato al sole.

Rimanendo su una simile varietà di colori, sorprende invece in positivo l’abbigliamento di Michael B. Jordan, interprete di serie televisive come The Wire e Parenthood, che, al party GQ Men of the Year a metà novembre a Los Angeles, portava una giacca turchese ben modellata sui fianchi, messa sapientemente in risalto da camicia, pantaloni e accessori dai toni più scuri. In tema di slim fit e di elementi classici rivisitati in chiave contemporanea, chi è convinto che le giacche grigie siano adatte solo a noiosi impiegati dovrebbe chiedere consiglio a Pharrell Williams, geniale produttore di musica dance e r’n’b, fresco del successo delle recenti collaborazioni coi Daft Punk e che ultimamente è più onnipresente della Marini ai festival del cinema. Agli Innovators Awards del Wall Street Journal sfoggiava un’impeccabile mise hipster-chic (unico appunto: perché non coordinare anche le scarpe invece di optare per il blu?). Insomma, a meno che non abbiate il carattere per tentare soluzioni ardite, optare per il mix di tonalità neutre e tagli al passo coi tempi può risultare sempre efficace. Altrimenti potete sempre seguire l’esempio del rapper Kanye West, uno che ha il buon gusto e la modestia di un petroliere russo: poche settimane fa a Las Vegas, al trentatreesimo compleanno della compagna Kim Kardashian (campionessa di sobrietà pure lei), ha scelto di indossare una giacca rossa damascata che farebbe impallidire le tovaglie con cui vostra nonna imbandiva le tavole di Natale. Il rischio, alla fine, è sempre quello di far passare l’appetito. Paolo Armelli (http://liberlist.wordpress.com/)

Available in very different colours, fabrics, … Continua a leggere →

BAD BOYS?

Nel mondo della musica e del cinema, si sa, in mezzo a tanta bellezza fine a se stessa – e per questo spesso passeggera – vince chi dimostra di avere carattere. Spesso un brutto carattere. Da James Dean in poi, i ragazzacci di Hollywood hanno dominato la scena, a volte per posa e altre, invece, manifestando davvero le sfaccettature più ombrose della loro indole. Questi aspetti vengono ovviamente esteriorizzati con scelte fashion ad hoc, ma davvero i divi dello star system riescono a fare i “cattivi” anche nello stile? Prendiamo Jared Leto, attore di Requiem for a Dream e Alexander ma anche leader della band Thirty Second To Mars, qui sul tappeto rosso degli scorsi Hollywood Film Awards. Il suo look è sottolineato dalla mise slim e total black disegnata da Hedi Slimane (da poco alla guida di Saint Laurent Paris), che gli ha dato una linea, appunto, molto rock; i capelli lunghi e il viso scarno di Leto, però, regalano un’immagine che è a metà strada fra un Kurt Cobain e un Gesù dei giorni nostri un po’ spaurito (bello però il dettaglio della pochette acquamarina). Meglio sicuramente l’effetto che fa Robert Pattinson, altro giovane talento cinematografico che si sta ripulendo – per fortuna – dalla fama di Mister Twilight ed è di questi tempi molto richiesto dai registi di spessore (Cronenberg in primis): nel completo blue navy dall’ultima collezione resort di Gucci che sfoggiava alla seconda edizione degli Australians In Film Awards, lo scorso settembre a Beverly Hills, appare estremamente elegante, nonostante  la barba ispida e il pallore rimarchino il suo stile barbon-chic. Un altro attore che cattura l’attenzione per via del suo fascino un po’ oscuro è Michael Fassbender, acclamatissimo protagonista molto molto magro in Hunger e molto molto nudo in Shame. Alla première newyorkese del suo ultimo lavoro, The Counselor, in cui recita al fianco di Penelope Cruz e Cameron Diaz, l’attore indossava giacca nera, camicia bianca e jeans scuri, tutto Armani: per essere su un red carpet, un outfit che grida understatement, ma nell’insieme disimpegnato e disinvolto, ha il suo perché.

Sempre a proposito di Armani e di New York, si è svolta lo scorso 24 ottobre la serata di gala One Night Only, l’evento (visto in precedenza anche a Londra, Tokyo, Pechino e Roma) che celebra in retrospettiva, con la mostra “Eccentrico” e una sfilata esclusiva del meglio delle collezioni Privé degli anni passati, la gloriosa carriera di re Giorgio. Fra i settecento esclusivi invitati alla serata americana c’era anche Mark Ronson, il bravissimo e chiacchieratissimo produttore discografico (fra gli altri anche di Amy Winehouse, per dare un’idea) che ha curato il dj set nell’after party; dj set che speriamo sia risultato meno dissonante del suo look quella sera, composto da un abito marrone gessatissimo con tanto di cravatta verde. La stessa sera faceva tutt’altra figura Ricky Martin, un tempo sex symbol dalla mascolinità latina e apparente womanizer, ora pacato padre gay di due gemelli: l’abito classico, la camicia scura senza colletto e l’ampio foulard fantasia, costruiscono un’eleganza al contempo rigorosa e stravagante. Fra tutti i bad boys di Hollywood è doveroso ricordare un personaggio che ci ha lasciato troppo prematuramente: Heath Ledger. Scomparso per overdose di farmaci nel 2008 a soli 28 anni, era un connubio senza pari di espressività e disperazione. Lui sì che sapeva sconvolgere le regole così compassate del red carpet: basta pensarlo alla chiusura della Mostra del Cinema di Venezia nel 2007, con capellino da pescatore, T-shirt gialla sotto al gilet, Rayban e calzoncini, e soprattutto col dettaglio divertentissimo dei calzini alla “Dov’è Wally?”. I cattivi ragazzi forse non esistono sul serio, ma quando ne riconosci uno autentico, di sicuro lascia il segno. Paolo Armelli (http://liberlist.wordpress.com/)

 

In fashion and show business, in so much an end to itself … Continua a leggere →

GIRLS IN SUIT

Molto spesso si pensa alla moda maschile come ad un universo in qualche modo più limitato rispetto alla varietà di fogge, colori, fantasie, volumi e disegni che invece affollano lo stile femminile. Eppure non è raro che siano le donne stesse a saccheggiare il guardaroba maschile per reinventare il proprio look, dando vita a trend androgini più o meno resistenti nel tempo.

Che sia per darsi un tono oppure per mettere in scena l’ennesima stravaganza, le dive di Hollywood non esitano a indossare, anche nelle occasioni più illustri, pezzi dal taglio decisamente mascolino. A volte, al solito, esagerando: di sicuro saprete che l’attrice Diane Keaton è solita vestire giacche e pantaloni dalla foggia maschile, ma magari non ricordate che, quando era nominata agli Oscar del 2004 per Tutto può succedere, si presentò sul red carpet vestita di tutto punto con un frac Ralph Lauren con tanto di gilet gessato, guanti, bombetta e fiore all’occhiello. Quello di Keaton voleva essere un omaggio a Charlie Chaplin, ma è sembrato più un’imitazione del suo maggiordomo.

Il segreto per le celebrity che osano il man style è forse quello di trovare il modo di sottolineare in ogni caso la loro femminilità: nonostante i problemi di famiglia e la carriera piuttosto appannata, la cantante Janet Jackson era decisamente radiosa al party di amFar lo scorso maggio a Cannes, dove sfoggiava un abito giacca-pantalone bianco di Armani Privé, che la slanciava e ne illuminava la carnagione. Femminile e sexy allo stesso modo era Eva Longoria quando, nell’aprile 2011, è andata ospite dal popolare conduttore di talk show David Letterman con un abito che rielaborava succintamente – per usare un eufemismo – un classico tuxedo blu notte, così attillato da rischiare una “wardrobe malfunction” e da imbarazzare Letterman, il quale ha ironizzato: “Vedo che ti sei messa uno smoking, o ciò che ne resta”. Una scelta di look simile l’ha fatta nel 2012 Michelle Williams agli Independent Spirit Awards, i premi del cinema alternativo, sfilando sul tappeto “viola” con un blazer a doppi bottoni e short blu: qui l’effetto più che sexy, però, è da scolaretto il primo giorno di scuola, sensazione aumentata dal fatto che l’attrice tenesse in mano una copia de Il giovane Holden. Se in più ci mettete la carnagione pallida e i capelli biondissimi della star, vengono solo due cose in mente: NO e IA.

Un’altra celebrità americana che indossa abitualmente completi maschili è Ellen DeGeneres, comica che fu fra le prime personalità pubbliche a dichiarare apertamente la propria omosessualità negli anni ’90. Nel 2007 le fu affidata la conduzione della notte degli Oscar e lei pensò bene di presentare la serata indossando un completo di velluto con annessa camicia bianca. Le sue battute irriverenti ci fanno perdonare perfino il color moquette di motel che aveva scelto, ma speriamo che l’anno prossimo, quando farà per la seconda volta gli onori di casa agli Academy Awards, s’inventi qualcosa di meglio.

Una carrellata di questo tipo ha la degna conclusione citando una star che sulle contaminazioni – e sugli eccessi – di stile ha fondato una carriera: Madonna. La Material Girl negli ultimi tempi è tornata a stupire con outfit quantomeno discutibili (dalla mise “squillo”-style dello scorso Met Gala ai costumi da Maria Antonietta punk per il suo ultimo compleanno), ma in occasione della presentazione del live del suo ultimo MDNA Tour sul canale Epix è riuscita in qualche modo a fondere stravaganza e classe: il suo tuxedo Dolce&Gabbana completato da tuba e cravattino bianco è un chiaro omaggio a Marlene Dietrich, grande icona dello stile androgino. Anche perché ormai si può parlare di entrambe come di “vecchie” stelle dello spettacolo. Paolo Armelli (http://liberlist.wordpress.com/)

 

We’re used to think about menswear as … Continua a leggere →

THE SARTORIALIST IN MILAN

Scott Schuman è un fotografo che ha lavorato per numerose testate di moda come GQ,Vogue ItaliaVogue Paris e Interview; ha curato inoltre le campagne pubblicitarie di brand come Nepresso, DKNY, Gant e Absolut; alcune sue opere sono esposte al Victoria&Albert di Londra. Se il suo nome non vi dice molto probabilmente è perché, nel mondo del fashion, è più universalmente noto come The Sartorialist, dal titolo del famosissimo blog che ha lanciato nel 2005 (www.thesartorialist.com). La sua intuizione è stata semplice e al contempo fulminante: fotografare per strada le mise che più attiravano la sua attenzione, mettendo così in relazione il mondo dei grandi brand di moda con persone – a volte “comuni”, ma molto più spesso “addetti ai lavori” –  che ne indossano e mixano le creazioni. Schuman ha iniziato a New York; poco tempo dopo, il suo portfolio si è arricchito di immagini scattate in altre città: da Milano a Stoccolma, da Mosca a Firenze, da Londra a Parigi, e il suo progetto è poi culminato nelle due pubblicazioni The Sartorialist e The Sartorialist: Closer.

Nel suo girovagare alla ricerca di street-style da immortalare, Schuman non poteva che portare il suo obbiettivo anche (e soprattutto) durante le settimane della moda. Di solito il gusto e l’occhio da Sartorialist fotografano abiti e combinazioni che sono sì stravaganti, ma quasi sempre efficaci e originali, dando poco adito a critiche o ironie di sorta. Prendete ad esempio questo scatto di Francesco Scianna: in questa foto l’attore è stato ripreso all’esterno della sfilata di Fendi, durante la MFW di Milano che si è appena conclusa. Sono interessanti i colori pastosi ma freschi, e anche il tocco di stile dei pantaloni sopra la caviglia, portati con eleganti scarpe in cuoio, rende l’intero look particolarmente azzeccato; solo un appunto sulla vestibilità della giacca, che non è adatta alla sua fisicità. Il look di Simone Marchetti, giornalista del Gruppo L’Espresso, è molto stiloso, di un’eleganza forse anche troppo “studiata”, che gioca il suo appeal su un fronte completamente diverso, più dark e rigoroso: le linee dal taglio essenziale della maglia e dei pantaloni en pendant sono alleggerite dalla camicia bianchissima e sdrammatizzate dalla scelta di una giacca in jeans. Certo il fine di The Sartorialist è quello di raffigurare stili piuttosto eccentrici, al di là di ogni giudizio; talvolta però qualche perplessità può nascere, anche per le strade della capitale italiana della moda. Quest’altro fashionista, ad esempio, ha scelto un po’ troppo arditamente la via del casual abbinando dei pantaloni a vita alta con risvolto a una semplicissima T-shirt: il contrasto fra la fasciatura stretta sul bacino e il biancore della maglietta non si addicono perfettamente all’aspetto skinny del giovanotto, che tuttavia si salva grazie  alle calzature e al dettaglio dei sunglasses portati alla cinta.

Può far sorgere qualche dubbio anche l’abbinamento scelto dal signore nella penultima foto – Beppe Angiolini, presidente della camera Nazionale dei Buyer – , che associa due fantasie checks differenti per dimensioni e per colore. Tutto sommato però l’effetto non è così dissonante, perché a omogeneizzare il tutto ci pensa la giacca: blu e molto classica. Un’altra peculiarità di The Sartorialist, soprattutto quando si trova a fotografare in giro per le città del nostro Paese, è quello di ritrarre soggetti di pura eleganza italiana, un aspetto che viene spesso sottolineato e molto gradito dagli assidui commentatori del blog. Un caso apprezzato da numerosi commentatori è quello di questo signore ritratto (per amore della precisione, nell’agosto di quest’anno) in via Bagutta, a Milano: la tinta del blazer in lino richiama i mocassini con nappine e la cinta in cuoio, mentre i pantaloni candidi sono abbinati alla pochette e alla camicia, con la cravatta a pois a donare un tocco di originalità. Very Italian Style. Paolo Armelli (http://liberlist.wordpress.com/)

 

Scott Schuman is a photographer … Continua a leggere →