ARTE

KOONESS.COM PRESENTA: THOMAS BERRA

Thomas Berra, Elogio delle Vagabonde - 2017, Painting 100x140x4cm. Courtesy UNA Gallery

Thomas Berra (Desio, 1986) compie i suoi primi importanti studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Da sempre affezionato al medium pittorico, l’artista inizia a operare in età giovanile, avendo dapprima la possibilità di applicare sulla tela diverse sperimentazioni tecniche e di soggetto.

Nella produzione attuale di Berra è possibile notare una dichiarata ossessione verso il colore, nello specifico il verde, insieme a una rinnovata attenzione nei confronti dell’elemento vegetale. Abbandonando velleità iperrealistiche, l’artista sembra essere spinto da un desiderio di essenzialità delle forme e dalle infinite sfumature e tonalità del verde, a cui viene lasciato un ruolo di strumento “immersivo” dello sguardo verso ambientazioni atemporali e oniriche.

Attento studioso della tradizione quanto della contemporaneità, Berra attinge a un vasto abecedario di suggestioni. Molteplici sono, infatti, i riferimenti alla storia dell’arte, alla filosofia e alla letteratura, fattore riconoscibile sia dai titoli scelti, che nella composizione stessa delle opere. Esempio esplicito di questa inclinazione citazionista si ritrova nell’ultima produzione dell’artista, in cui diverse sono le opere raccolte sotto il titolo simbolico “Elogio delle vagabonde”, riferimento diretto al libro del grande paesaggista e filosofo francese Gilles Clément.

Da sempre molto attivo nel panorama artistico contemporaneo, Thomas Berra ha partecipato a importanti residenze dentro e fuori l’Italia, tra cui recentemente: Fondazione Pastificio Cerere a Roma (2017), Schafhof – European Center for Art Upper Bavaria in Germania (2017). Mentre tra le ultime mostre da ricordare vi è l’intervento site-specific di wall painting presso lo Spazio Leonardo Assicurazioni di Milano, organizzato da UNA Gallery; la personale “Verde Indagine” presentata presso la Galleria Placentia (Piacenza, 2017); la personale allestita presso Villa Vertua Masolo, “Dopo il diluvio” (Nova Milanese, 2017).

 Le opere di Thomas Berra, artista della Galleria UNA, sono disponibili in vendita online su Kooness.

 

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KOONESS.COM PRESENTA: GUIDO BISAGNI

108, 2

TELL ME MORE | Artist Interview: GUIDO BISAGNI – 108

108 (Guido Bisagni) nasce ad Alessandria nel 1978. Fra i maggiori esponenti del Post-graffitismo in Italia, inizia la sua ricerca artistica con un approccio al graffito tradizionale. Alla fine degli anni Novanta, dopo il trasferimento a Milano nel 1997 e la laurea in disegno industriale, la sua cifra stilistica evolve formalmente e concettualmente, tanto da diventare uno dei primi ad utilizzare numeri e non lettere per firmare i propri lavori.

Quanti anni hai e da dove vieni? Le tue origini hanno influenzato la tua visione artistica?

Ho da poco compiuto 40 anni e sono nato ad Alessandria. Senza dubbio i luoghi in cui sono nato e vissuto hanno influenzato quello che faccio e non solo, come del resto i miei avi e le loro origini, che si perdono andando indietro di generazioni, in giro per il nord Italia, da ovest a est. Sicuramente i racconti che sentivo da piccolo sono finiti in gran parte nel mio inconscio e mano a mano stanno riemergendo nel mio lavoro. Attualmente vivo tra Alessandria e Milano (dove ho studiato e vissuto per alcuni anni in passato) e viaggio per gran parte del tempo, e anche questo mi influenza molto.

Cosa vuol dire per te essere un artista?

È difficile spiegarlo, ci ho messo anni a riuscire a auto-definirmi artista. Ho sempre paura di banalizzare. Si tratta prima di tutto di una ricerca che va nel profondo e con la quale cerco di trovare, per lo meno, un senso alla mia vita. Mi sono sempre piaciute tutte le forme d’arte, visive e non solo, ma non è per quello che mi ritrovo ad essere un artista. Credo sia il fatto di non essermi mai trovato a mio agio e di non riuscire ad accontentarmi. Voglio dire che non mi accontento di vivere questa vita mediocremente, ci dev’essere uno scopo, non sono nella situazione di poterlo comprendere davvero quindi cerco di farmi guidare dall’istinto o dall’ispirazione, ma è molto difficile. È un pò questo detto in tre povere parole.

Quali sono i riferimenti artistici e culturali che ti hanno influenzato?

Ce ne sono troppi, molti sono talmente entrati in profondità che li ho dimenticati. Una lista brevissima: le decorazioni interne del tumulo di Gavrinis e il megalitismo in generale, le simbologie della ciclicità del tempo, le pietre coppellate, l’arte pre-classica nell’Europa antica, l’antico Egitto, la mitologia greca, nordica, etrusca, celtica (…), l’arte cinese antica, Pitagora, quasi tutta l’arte giapponese, l’arte romanica e gotica, Hieronymus Bosch, lebens reform, le avanguardie, Russolo e l’arte dei rumori, Malevich, Kandinsky, Jean Arp, C.G. Jung, Sironi, Fellini, Tarkovsky, Burri, i cartoni animati giapponesi, l’industrial, il punk e soprattutto post-punk, l’HC, lo skateboard negli anni ’90, i graffiti, Lynch, il folklore europeo e la stregoneria, la religiosità popolare, il noise giapponese, il “minimalismo nordico”, (induismo e) buddismo, shintoismo, le ferrovie, città come Venezia o Praga e potrei andare avanti per pagine e pagine.

Cosa è per te l’ispirazione?

È una piccola illuminazione, quando come per magia mi viene in mente un’immagine o un’idea e tutto mi sembra che funzioni perfettamente. Meraviglioso.

Cosa ne pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Anche se io sono principalmente un pittore, amo il fatto che si siano superate le tecniche classiche dell’espressione e questo ha aperto infinite possibilità. Queste possibilità poi non vengono usate sempre in modo interessante, anzi molte volte sono solo una via di fuga per scappare alla mancanza di capacità tecnica. Ma a dire il vero ci penso poco, non penso che l’arte contemporanea vera al momento si trovi in gallerie e nei musei in questo periodo.

Pensi che i social media e le piattaforme online siano un mezzo utile per diffondere le proprie opere?

Penso di si, per quanto mi riguarda sono il mezzo che prediligo. Se uno sa come usarli sono molto utili sia per trovare artisti interessanti sia per farsi conoscere. Anzi direi che sono essenziali, specialmente se uno non vive a New York per esempio. Io non ci vivo e non credo nemmeno di volerci vivere, non penso neanche che le cose migliori e più innovative si trovino li. Però è li che si vedono e si incrociano. Io ad esempio che anche se viaggio spesso e credo di potermi considerare abbastanza internazionale, ho comunque la base in un piccolo centro e questo me lo posso permettere anche grazie ad internet e ai social media. Il mio intero percorso artistico si è sviluppato parallelamente ad internet dalla fine degli anni 90. Anche qui poi ci sono gli effetti collaterali e gli aspetti negativi.

Progetti futuri?

Circa un mese fa si è conclusa una mostra a Parigi che mi è costata molte energie, fino a fine maggio c’è una collettiva a Roma (da Varsi) in cui presento una serie di nuove serigrafie che ho realizzato con Arturo 56 fili. Fino al 15 giugno poi partecipo a un’altra piccola collettiva a Valencia da Plastic Murs, in cui presento 3 nuove carte. Quindi in questo momento vorrei rallentare un pochino, ma so che non ce la farò: sono previste alcune performance sonore live, i soliti viaggi estivi in giro per il mondo tra muri e progetti vari e forse una cosa in Giappone, ma ancora non lo so. Per il 2019 sto parlando con Michela D’Acquisto per la prossima mostra da Antonio Colombo Arte a Milano, ma vedremo i particolari più avanti.

Le opere di 108 sono disponibili per la vendita online su Kooness.

A proposito di #TELLMEMORE

È dove gli artisti contemporanei condividono il loro processo creativo, le loro fonti di ispirazione e le loro storie…
Poche domande per saperne di più sulla pratica, la storia e la visione dell’artista, che trovate online su Kooness Magazine. #StayTuned

 

108 (Guido Bisagni) was born in Alessandria in 1978. He started to paint … Continua a leggere →

KOONESS.COM PRESENTA: WILL THOMSON

OilSlick 2016 - 75x92 cm - Acrylic paint on wooden panel

TELL ME MORE | Artist Interview : WILL THOMSON

Will Thomson è un artista emergente britannico, nato nel 1992, vive e lavora a Londra. La sua ricerca riguarda la memoria e la sua fallibilità: le sue opere attingono al concetto freudiano del perturbante, dove gli oggetti normali e quotidiani sono visti in una luce diversa e diventano irriconoscibili e strani. L’artista è rappresentato dalla MTArt Agency di Londra.

Quanti anni hai e da dove vieni? Le tue origini hanno influenzato la tua visione artistica?

Ho 25 anni e vengo da Londra. Sono ancora molto vicino a dove sono cresciuto e il mio studio si trova vicino alla casa dove ho trascorso l’infanzia, quindi sarebbe davvero difficile evitare di fare riferimento al tempo trascorso lì.
Al contrario, ha completamente plasmato il mio lavoro. Adoro la strana sensazione che provi quando visiti un luogo nel quale hai abitato, hai questa connessione che conservi nella tua memoria. Ma ora che lo spazio non è tuo, e questa potente nostalgia ti travolge, ricordi piccoli dettagli, che ironicamente, una volta che ti facevano sentire a casa, ma ora ti sentire a disagio.
È quasi come sentire il profumo della tua ex su qualcun altro.
Penso che dopo un po’ di tempo, ricordare gli spazi che hai perso può essere travolgente come ricordare le persone che hai perso – il che è affascinante.

Cosa vuol dire per te essere un artista?

Non lo so, non penso davvero a me stesso come a “un artista” o “Will Thomson – l’artista” e questo non perché non sia sicuro di me stesso; ho lavorato duramente negli ultimi 6 anni per permettermi di praticare l’arte, ed è quello che voglio fare per la maggior parte del mio tempo – lo so. Immagino di essere un’artista, ma non voglio essere associato al gruppo di persone che ho incontrato negli ultimi 2/3 anni che si dichiarano artisti, come se fosse un motivo per me per prenderli più sul serio o perché pensano che sia impressionante (so che sei qui per l’alcol gratis e per la foto).
Penso che essere un’artista sia una lotta, e se non stai combattendo con il tuo lavoro, allora non stai facendo buona arte, stai solo fingendo finchè non ce la farai.

Quali sono i riferimenti artistici e culturali che ti hanno influenzato? 

Cerco di mantenere un limite sull’arte che mi influenza, altrimenti, finirei per copiare. Adoro Mona Hatoum, penso che sia un genio – questo è quanto.

Cosa è per te l’ispirazione?

Può essere tutto o niente, dipende dal mio umore e dalla mia predisposizione al creare. Adoro la soddisfazione, quindi tutto ciò che è vagamente soddisfacente mi ispira. Potrebbe essere ricordare un fatto dimenticato, potrebbe essere il modo in cui due colori funzionano l’uno con l’altro, potrebbe essere come due materiali creano contrasto ma appaiono come un abbinamento divino. Se c’è anche dell’ironia, dell’umorismo, allora hai preparato una buona torta. Amo l’idea di rappresentare piccole sensazioni che durano per un brevissimo lasso di tempo, come il momento in cui ti ripari dal freddo e l’aria calda tocca il tuo viso. O in estate quando dormi sopra le coperte con la finestra aperta e la brezza ti accarezza e ti fa dormire. Se riesco a catturare l’essenza di questi piccoli momenti di ogni giorno in un dipinto, allora sono soddisfatto.

Cosa ne pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Non lo conosco completamente, ma a me pare che sia in difficoltà. Penso che sarebbe bello se più persone investissero negli artisti emergenti in una fase iniziale, per offrire supporto quando è necessario. Sono molto fortunato ad essere con MTArt che mi supporta già da un po’, hanno finanziato la mia prima mostra personale, di cui sono molto entusiasta. Si svolgerà dal 12 al 17 marzo presso Unit 3, all’interno della Stazione della metropolitana di Old Street a Londra

Pensi che i social media e le piattaforme online siano un mezzo utile per diffondere le proprie opere?

Sì, sicuramente, devono essere sfruttati. Sono gratuiti e c’è un grande accesso potenziale.

Progetti futuri?

Voglio esporre il più possibile, essere ambizioso e non mettere da parte alcune idee perchè penso che non sarò in grado di realizzarle o finanziarle.
Voglio creare un’intera galleria nel giardino della mia infanzia, riempirlo di odori e visioni familiari a tutti e sperabilmente incoraggiare le persone a richiamare un ricordo d’infanzia dimenticato per un po’. Magari anche coinvolgere i miei cugini più giovani facendoli giocare là a calcio come performance, “Proprio come facevo io”.

Le opere di Will Thomson sono disponibili per la vendita online su Kooness.

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* A proposito di TELL ME MORE

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KOONESS.COM PRESENTA: NICOLÒ BARAGGIOLI

Nicolò Baraggioli - 720, 2017 - 28x31x7cm

TELL ME MORE | Artist Interview : NICOLÒ BARAGGIOLI

Nicolò Baraggioli è un artista emergente italiano, nato nel 1985, che oggi vive e lavora a Londra.
Le sue opere sono la rappresentazione della personale ricerca sul concetto di spazio ed estetica; la sua visione spazia dal minimalismo astratto attraverso una varietà di texture, colori e materiali. È rappresentato dalla Galleria Morotti Arte Contemporanea a Milano, da 57W57Arts a New York e da Galerie Bisenbach a Colonia.

Quanti anni hai e da dove vieni? Le tue origini hanno influenzato la tua visione artistica?

Ho 32 anni e vengo da Genova. Le mie origini credo che, seppur inconsciamente, possano talvolta influenzare il mio lavoro.
Ovviamente in alcune opere potrà essere più manifesto, in altre meno. Comunque ritengo che gli studi intrapresi e gli interessi che ho maturato e coltivato negli anni  siano gli elementi che hanno influenzato maggiormente il mio lavoro.

Cosa vuol dire per te essere un artista?

Per me essere un artista è un mestiere importante e serio quanto quello di medico, ingegnere o avvocato.
A volte ritengo che l’essere un artista venga preso sottogamba da chi non conosce le responsabilità, l’impegno e la dedizione di noi artisti; è per questo che vorrei che tutti si fermassero, almeno per un attimo, a riflettere su quanto è stato e sia importante il ruolo dell’arte e di conseguenza degli artisti nella nostra società.

Quali sono i riferimenti artistici e culturali che ti hanno influenzato? 

Da un punto di vista culturale la mia formazione classica, specialmente la filosofia e la letteratura greca e latina, è stata essenziale nella ricerca e nello sviluppo del mio lavoro. Per quanto riguarda i riferimenti artistici, apprezzo la minimal art e l’arte povera, sebbene cerchi di non emularne le caratteristiche.

Cosa è per te l’ispirazione?

L’ispirazione è un’idea improvvisa. Per me rappresenta il momento esatto in cui mi affiora nella mente l’immagine di quello che sarà il mio lavoro completato.
Dopo questo istante la mia ricerca è volta a portare a compimento con assoluta precisione e rigore il progetto iniziale.

Cosa ne pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Penso che sia un mondo meraviglioso, stimolante e ricchissimo di opportunità, ma allo stesso tempo insidioso ed incerto.

Pensi che i social media e le piattaforme online siano un mezzo utile per diffondere le proprie opere?

Ritengo che i social media e le piattaforme online siano uno strumento molto utile per la divulgazione dell’arte e che nel mondo attuale giochino un ruolo fondamentale. A livello personale posso dire che mi sono servite molto e che tuttora rimangono un aspetto importante per far si che il mio lavoro venga conosciuto, riconosciuto ed apprezzato.
Tramite i social media ho avuto il piacere e l’onore di conoscere persone meravigliose tra cui artisti, amanti d’arte e gallerie con le quali probabilmente non sarei mai potuto riuscire ad entrare in contatto diversamente

Progetti futuri?

Sarò presente fino a metà febbraio con dei lavori in una collettiva a Colonia, prossimamente a Milano e Bruxelles con Affordable Art Fair e sono in contatto con diverse gallerie in Europa per future collaborazioni.
Mi piace essere sempre alla ricerca di nuove collaborazioni, esperienze e progetti, ma preferisco parlarne solo quando ne sono certo, data la mia natura scaramantica.

I Lavori di Nicolò Baraggioli sono disponibili in vendita online su Kooness grazie alla Galleria Morotti.

#TellMeMore

Nicolò Baraggioli is an Italian emerging artist, … Continua a leggere →

KOONESS.COM PRESENTA: GIANFRANCO ZAPPETTINI

Gianfranco Zappettini - La trama e l'ordito, 2003 - tempera su cellulosa, 75x75 cm

Gianfranco Zappettini, tra i maggiori esponenti della Pittura Analitica, nasce nel 1939 a Genova. Vive e lavora a Chiavari. Nel 1962 tiene la prima personale presso la sua città natale e in quegli anni comincia a collaborare con l’architetto tedesco Konrad Wachsmann dal quale apprende l’estremo rigore formale, l’importanza della tradizione ma anche l’attenzione per l’innovazione.

Negli anni Settanta, Zappettini tenta un nuovo linguaggio pittorico indagando in modo analitico i più semplici elementi grammaticali: superficie, colore, processo, tela, telaio e materiale.

Per il suo secondo periodo pittorico, agli inizi degli anni Duemila, l’artista sceglie la carta, simbolo di apparente tradizione e di ogni embrionale processo ideativo. Durante questa ultima fase, Zappettini concepisce la serie dal titolo “La trama e l’ordito”. In essa è protagonista la tradizione ligure e di famiglia del macramè: il quotidiano lavoro della spoletta sul telaio diventa armonico simbolo dell’opera dell’artista e senso puro dell’umana esistenza. Il colore assume importante valenza simbolica: egli predilige il blu, il rosso ed infine il bianco. A questi associa ad un corpo materico di matrice estremamente umile quali corde, resine viniliche, acrilici, tempere e nylon.

I lavori della serie pittorica “La trama e l’ordito” di Gianfranco Zappettini sono disponibili in vendita online su Kooness grazie alla galleria Menhir Arte Contemporanea.

Kooness.com presents: Gianfranco Zappettini. Gianfranco Zappettini is one of the most radical stars of the so-called “Analytical Painting”. … Continua a leggere →