Archivio di gennaio, 2014

AWARDS SEASON 2014

È iniziato il nuovo anno e se avete la fortuna (o la sfortuna) di svolgere una professione che vi coinvolge nel mondo del cinema, questi primi mesi sono come di consueto il momento più fitto di impegni e avvenimenti: è la stagione dei premi, dei riconoscimenti, delle cene, dei gala, insomma di tutta quella corsa frenetica verso gli Oscar (quest’anno si terranno il 2 marzo), che in confronto il circo di Moira Orfei sembra noioso quanto una giostrina di cavalli di plastica. Dal punto di vista dell’abbigliamento maschile le premiazioni hollywoodiane sono originali e frizzanti come l’ottocentesima replica dei film di Sissi uno dietro l’altro: smoking, smoking neri ovunque. E non ci sarebbe nulla di male se non fosse che la monotonia nello scorrere le foto dai tappeti rossi dopo un po’ fa sembrare Danny DeVito uguale a George Clooney. Perché il tuxedo non sta bene a tutti e per far bella figura deve essere tagliato alla perfezione su chi lo indossa: Bradley Cooper – per esempio – uno dei protagonisti del nominatissimo American Hustle, ha indossato un elegantissimo completo nero a due bottoni di Gucci coi risvolti in velluto agli scorsi SAG Awards, i premi del sindacato degli attori, ottenendo un risultato perfetto. Caso rarissimo – sui red carpet – quasi quanto i neuroni di Flavia Vento. Lo stesso non si può dire di Jared Leto, che ai premi della Los Angeles Film Critics Association ha voluto innovare la tradizione in modo forse un po’ troppo ardito con una complessa giacca bianconera su camicia e pantaloni scuri, tutto Balmain (unica nota di merito le Jimmy Choo en pendant): al teatro comunale lo stanno ancora aspettando per interpretare Pierrot. Ma dunque si può rischiare oppure no in questi award americani? Ovviamente dipende dal contesto: ad esempio James Marsden, già visto nella saga degli X-Men, ha fatto benissimo ad approfittare dell’atmosfera più rilassata dei Critics’ Choice Awards per osare un abito tartan (è un must anche per la prossima stagione invernale) con cravatta blu notte e stringate di cuoio chiaro: a dimostrazione che l’eleganza è quasi sempre questione di tagli su misura e giusti abbinamenti.

La vera anteprima fashion di quelli che saranno gli Oscar è stata però, come al solito, la serata dei Golden Globes, i riconoscimenti cioè assegnati dalla stampa straniera. Pur non essendoci l’ansia da “now or never” che si avverte nella notte degli Academy Awards, anche qui l’attenzione allo styling è spasmodica. Se c’è uno che di certo a queste cose non bada (e fa male) è Bono, vincitore con “Ordinary Love”, il pezzo degli U2 dedicata a Nelson Mandela. La rockstar irlandese sembra non separarsi mai dai suoi occhiali dai colori improbabili e non si cura nemmeno di apparire, assieme al suo chitarrista The Edge, come appena uscito dalla pubblicità di jeans per uomini maturi. Molto più accurato nel suo outfit è stato invece il golden man di Hollywood Matthew McConaughey, che ha sorpreso i fotografi sfoggiando un tre pezzi di Dolce&Gabbana con blazer e gilet di velluto smeraldo: sorpresa tutto sommato positiva, se solo quella sera si fosse ricordato di avvisare la moglie Camila Alves di non indossare dei sacchi della spazzatura glitterati. Ai Golden Globes, però, è stato Usher a sfoggiare la scelta cromatica veramente insolita e vincente. Il cantante/attore si è affidato a uno smoking Calvin Klein Collection declinato nella tonalità del sangue di bue. Un premio per il coraggio e per la scelta di stile azzeccata, proprio perché estremamente personalizzata. Paolo Armelli (http://liberlist.wordpress.com/)

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SETTE MAGAZINE EN VOGUE AL MASCHIO S’ADDICE IL LUSSO DISCRETO

Discrete luxury for men. Two pictures, one of 2006 e one of today, in comparison. On the M cover you can see a coat from the last Dior Homme collection designed by Hedi Slimane, while the other shows a look from the Brioni’s ss 2014 collection, designed by Brendan Mullane. In both cases we find refinement and a very distinguishing and up-to-date thinking of luxury: a modern sign of splendor and greatness. What is, today, luxury: can it be the opulence of Versace, Fendi and Vuitton or a subtle but perceivable particularity that represents it in a more discrete way? Discrete, in this case doesn’t mean invisible; the contrasting silhouette drawn on Dior coat and the ir-regular motif on Brioni’s sweater are anything but “invisible”, but the richness of style is not made of golden studs or sumptuous coloured leather, but of very fine fabrics and perfect cuts. The goal has been achieved, the concept of modern luxury is legitimized through a style that involves personality and tact. Without devaluing the designers who prefer ostentation, loved and preferred by fashionistas all over the world and – honestly – by me as a stylist, it seems that the future of menswear is going to take the opposite direction. The M cover (2006) shot by Johan Sandberg; below a ss14 Brioni outfit.

WALKING ON THE WILD SIDE

La camicia aperta sul collo, preferibilmente scura, con le maniche rimboccate. I pantaloni Khaki. I giacconi  militari, con le tasche sul petto. Gli occhiali tondi di metallo. I capelli pettinati all’indietro, mettendo in evidenza la fronte alta e la stempiatura. Simone de Beauvoir lo chiamava “mio marito” (cosa che non disse mai di Sartre, compagno della sua vita) e “il mio coccodrillo”: era del resto l’uomo con il quale, confessava, aveva provato il suo primo orgasmo.
Nelson Algren, se anche non fosse stato l’autore di capolavori come L’uomo dal braccio d’oro e Passeggiata selvaggia (quella Walk on The Wild Side di cui cantò Lou Reed) sarebbe rimasto negli annali del menswear, a prescindere dal suo talento di scrittore. A suo agio nelle sale da biliardo fumose di Chicago come, in smoking doppiopetto, a ritirare qualche premio letterario. Matteo Persivale

Preferably dark, … Continua a leggere →

ADV VALENTINO 1993

Negli anni ’90 gli stilisti usavano ancora investire in pubblicità sui giornali con i così detti “groupage”; Valentino – all’epoca prodotto e distribuito dal celeberrimo GFT (Gruppo Finanziario Tessile) – apriva su singola con la linea “Valentino Body”, poi di seguito due doppie pagine (“Valentino Uomo” la prima doppia e la seconda “Valentino Sport” e “Valentino Couture”), per chiudere di nuovo in singola con – addirittura – “Valentino Calze”. Tempi d’oro. Il viraggio seppia ammorbidiva i contrasti del bianco e nero di Demarchelier. Il logo è uno dei più chic della storia della pubblicità di moda.

 

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ABOUT BEARD, MUSTACHE AND SHAVING

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A cura di Gioele Panedda

Foto di Omar Macchiavelli
Grooming Lisa Castaldi
Modelli: Yannick Boetzkes @ILove Model Management, Michael Liboni @ILove Model Management, Stanislav @Boom Models

Da sinistra: Giacca e camicia Dolce & Gabbana, cavatta Brioni; Giacca Viktor & Rolf Monsieur, camicia e cravatta Brioni; Total look Versace

Prodotti dal gusto retrò, per trattare dei temi esclusivamente maschili: barba, baffi e rasatura.

BOKER


Rasoio a mano libera dell’azienda Tedesca Boker, uno dei migliori marchi mondiali nel campo dei rasoi. Lama in acciaio inox da 5/8 e manico in legno d’ulivo. Acquistabile presso Coltelleria O. Lorenzi, Milano.

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Crema per rasatura da usare con il pennello. Con canfora, mentolo e lavanda per una rasatura perfetta e confortevole. Dona luminosità alla pelle, idratandola.

EMULSION APRES RASAGE TERRE D’HERMES – HERMES 


Balsamo dopo-barba lenitivo profumato. La texture fluida e fondente calma la pelle dopo la rasatura assicurandole una sensazione di freschezza e massimo comfort.

MOUSTACHE WAX – CAPTAIN FAWCETTS

Cera modellante per baffi. Totalmente naturale, fatta a mano utilizzando solo gli ingredienti più puri ed i migliori oli essenziali.

MEN’S HERITAGE


Set di spazzole e pettini per barba e baffi, in corno e legno con setole naturali per un aspetto retrò.

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Beauty-case in tessuto idrorepellente stampato e dettagli in pelle, ideale per portare in viaggio tutto il nècessaire per la rasatura.