MEN IN WHITE

I giudizi di moda possono essere spietati: innanzitutto perché non c’è nulla di più soggettivo e poi perché certe idee di stile possono avere risultati contrastanti a seconda delle situazioni e, soprattutto, di chi le indossa. Lo sanno bene le celebrity che sfilano costantemente sui red carpet, e soprattutto gli uomini che, in perenne lotta con la convenzione, spesso le tentano tutte per sfuggire al classico tuxedo (che pure, se curato nei minimi dettagli, non ha mai rivali in fatto di eleganza maschile). Una carta a volte usata è il total white; il bianco alleggerisce, rinfresca, illumina – almeno in teoria: nella realtà indossarlo è molto difficile. Prendete Chris Brown, che alla serata degli scorsi Grammy Awards ha sfoggiato un completo bianchissimo di Lanvin: il risultato è anche sorprendentemente d’effetto, se si esclude che gli abiti che indossiamo riflettono quasi sempre la nostra anima e quella di Brown candida candida proprio non è (Rihanna, proprio quella sera, lo accompagnava con un vestito conturbante e rosso come il peccato). Un altro cantante che ha tentato l’abbinata pelle scura-abito chiaro è stato Cee Lo Green agli MTV Video Music Awards del 2006, peccato che non abbia mai trovato nessuno in vita sua tanto gentile da dirgli che il bianco non smagrisce, né tantomeno rende più alti: Omino Michelin docet. Se la strada del total white è spesso poco praticabile, una soluzione può essere coniugare il bianco con le tonalità panna, ma anche qui i risultati possono essere altalenanti: prendete da una parte Cristiano Ronaldo, con il fisico da indossatore ma la faccia da tronista, che non si smentisce alle premiazioni di ESPY del 2008, con tanto di stampelle (che per l’occasione poteva riverniciare en pendant, per dire); dall’altra invece Brad Pitt che, alla première del film The Time Traveler’s Wife a New York nel 2009, è splendente in un completo chiaro che fa risaltare capelli, incarnato e barba brizzolata. E non vale dire che lui starebbe bene anche con addosso il cartoccio in cui si cuoce l’orata. Insomma: tingere di bianco il vecchio smoking è proprio così impossibile? Magari no, se anche in questo caso si opta saggiamente per opzioni intermedie. Ne è un esempio luminoso il premio Oscar Adrien Brody che ha rubato la scena all’amfAr Gala 2013 durante il Festival del Cinema appena conclusosi a Cannes: il suo completo Roberto Cavalli coniugava una giacca bianca con risvolto satinato nero e dei pantaloni neri lucidi, con tanto di camicia bicolore. Eleganza disimpegnata e originalità, senza strafare. Paolo Armelli (http://liberlist.wordpress.com/)

Fashion judgments can be ruthless: first of all because there’s nothing more subjective than them, then because some style ideas could have conflicting results depending on circumstances and, above all, on who wears them. This is well-known by celebrities, who constantly parade on the red carpet, especially by men who, perpetually fighting against convention, often try every way to avoid the classic tuxedo (that although, if well-finished in details, has no enemies in male elegance). A trump sometimes played is the total white; white lighten, refresh, illuminate – at least in theory: actually it’s really difficult to wear it. An example could be Chris Brown, who flaunted a pure white suit by Lanvin for the last Grammy Awards: the result would have been surprisingly impressive, if we omit that the clothes we wear usually reflect our soul, and Brown’s one is not so white (Rihanna, that night, accompanied him with a sexy and red like sin dress). Another singer who tried to match dark skin with white suit was Cee Lo Green at 2006 MTV Video Music Awards; it’s a pity that he has never met someone in his life so kind to tell him that white doesn’t make look thinner nor taller: Michelin Man docet. If the “total white” path usually can be little walkable, a solution could be matching white with cream shades, but also in this case the results could be indefinite: take, on one side, Cristiano Ronaldo, with model body but yob face, who lived up to his name at 2008 ESPY Awards, complete with a pair of crutches (that he could varnish en pendant, so to speak); on the other side, Brad Pitt who, at the The Time Traveler’s Wife premiere in New York in 2009, was shining in a light suit that brought out his hair, complexion and grizzled beard. And it’s not worth to say that he would be OK also dressed with a tinfoil wrapping. In other words, is to paint the old tuxedo white so impossible? Maybe not, if also in this case halfway solutions are wisely choosen. Adrien Brody was a bright example of it, at the amfAr Gala during last Cannes Film Festival: his Roberto Cavalli’s suit matched a white jacket with a black satin lapel, with black shiny trousers and a two-coloured shirt. Uninvolved elegance and originality, without overdoing.

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  • Helenia | 12 giugno 2013 alle 08:49

    Concordo su tutto. Adrien Brody ha una classe innata!